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Torna Baby e torna Brando: l’intervista a Mirko Trovato

Alessia Laudati
15 Ottobre 2019

Adolescenti che fanno di tutto per perdere la strada e attori capaci di raccontare il fragile confine tra normale trasgressione e punto di caduta: Mirko Trovato, tra i protagonisti di Baby, si racconta

Ha fatto molto parlare di sé il teen drama su Netflix che ripercorre e romanza le vicende delle baby squillo del Parioli – un caso scoppiato ormai qualche anno fa che non smette di far discutere. Per chi se la fosse persa non facciamo spoiler e invitiamo a recuperare con una bella maratona davanti allo schermo.

Baby comincia con il personaggio di Brando che genera un evento cruciale per il gruppo di teenager benestanti del liceo Collodi, e si chiude con lo stesso Brando che crea un altro caso sempre per mezzo di uno smartphone e di un piccolo grande mistero che sarà forse presto svelato. Non possiamo dirvi di più in attesa che la seconda stagione della serie ricominci il prossimo 18 ottobre, ma sicuramente l’adolescente interpretato da Mirko Trovato ha un ruolo che somiglia a quello di un deus ex machina molto pericoloso, a tratti manipolatorio.

A dargli volto è corpo è il ventenne romano che in televisione ha già lavorato in Braccialetti Rossi e al cinema è stato visto in Restiamo amici con Michele Riondino e Un nemico che ti vuole bene accanto a Diego Abatantuono. Lo abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha raccontato.

Malattia, morte (in Braccialetti Rossi), bullismo (in Baby), forse omosessualità (si intuisce qualcosa dal teaser di Baby 2). Com’è stato confrontarsi con questi temi difficili nella tua carriera? 
Più che difficili, direi che sono temi delicati. Ovviamente c’è stato dietro tutto un lavoro di preparazione che mi ha portato prima a conoscere a fondo il tema e poi a lavorare sul mio personaggio per interpretarlo nel modo più vero possibile. È stata comunque un’esperienza davvero formativa, che mi ha lasciato tanto.

Baby è un teen drama nel quale la tecnologia ha davvero un grande peso. Ti sei fatto un’idea del fenomeno del cyberbullismo?
Personalmente uso la tecnologia in un modo che definirei tranquillo. Uso i social per condividere ciò che più mi piace e spesso non li uso affatto per godermi a pieno quello che mi capita nella vita vera. Sono consapevole che il fenomeno del cyberbullismo esista e che sia molto grave; e per questo credo che sia necessario parlarne. Tanto alla tv quanto nelle scuole, così da aiutare chi ne è vittima.

Cast di attori giovani, serie scritta dal collettivo GRAMS (giovani anch’essi), ma anche la presenza di attori rodati come Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi o Paolo Calabresi. Com’è stato il rapporto tra generazioni sul set?
Con i miei colleghi di set si è creato un bel rapporto. Non si è sentita la differenza d’età tra coetanei e adulti: si sono mostrati davvero disponibili e si sono messi al nostro stesso livello, scherzando nello stesso modo che usiamo noi giovani.

Su cosa ti piacerebbe concentrarti nel futuro?
Mi piacerebbe molto girare un film drammatico e uno di azione. Credo che siano due generi grazie ai quali posso crescere molto come attore, perché significherebbe confrontarmi con qualcosa di veramente nuovo.



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