Arte

Toulouse-Lautrec: la Parigi delle luci alla Villa Reale Monza

Elisa Monetti
27 Aprile 2019

Henri de Toulouse-Lautrec, Jane Avril (Before Letters), 1893

Le sale della Villa Reale di Monza ospitano una spettacolare mostra dedicata Toulouse-Lautrec, protagonista dell’affascinante Parigi di fine ‘800.

Le stanze del primo piano nobile della Villa accolgono fino al 29 settembre 150 opere dell’artista in prestito dall’Herakleidon Museum di Atene che raccontano lo straordinario percorso creativo del loro autore, ultimo tra gli impressionisti, avamposto di tutte le fratture stilistiche che hanno caratterizzato lo scorso secolo.

Nato da una famiglia di alto rango nobiliare, Henri Toulouse-Lautrec abbandona appena ventenne il mondo che gli ha dato i natali per eleggere a sua nuova casa Montmartre con i suoi bar, i bordelli, i teatri e il Moulin Rouge.

Henri de Toulouse-Lautrec, La Troupe de Mademoiselle Églantine, 1896 © Herakleidon Museum, Athens Greece

Le opere in mostra, organizzate in undici sezioni tematiche, racchiudono tutta la passione dell’artista, per la vita e per l’arte, senza nascondere la malinconia di un’esistenza segnata da tante sofferenze. La prima sezione introduce allo stile prediletto dall’artista, quello dell’incisione e della litografia che lui stesso amava seguire in ogni sua fase. Seguono tre parti dedicate alle Notti parigine e specialmente a chi ne era protagonista: Jane Avril, l’amica diva del cabaret, Aristide Bruant, celebre cantautore, e Yvette Guilbert, attrice e cantante famosa per i suoi sensuali guanti neri lunghi fino al gomito. Con i suoi cartelloni potremmo dire fu lui stesso il primo inventore dello star system. La quinta sezione raccoglie i disegni dall’adolescenza alla maturità, un complesso di opere a matita e penna in cui sempre Toulouse-Lautrec ha cercato conforto e immediato mezzo d’espressione.

Tre sezioni sono poi interamente dedicate al rapporto dell’artista con il mondo dell’editoria: dalle riviste satiriche ai veri e propri libri, sono numerose le occasioni in cui le sue opere sono andate ad arricchire la letteratura, più o meno nobile, dell’epoca. Particolare è il rapporto con La Revue Blanche, rivista che nasce dalle più brillanti menti intellettuali parigine dell’epoca e che non manca di coinvolgere i migliori artisti.

Henri de Toulouse-Lautrec, La Revue Blanche, 1895, © Herakleidon Museum, Athens Greece

Non importa quale sia lo spettacolo. A teatro sto sempre bene!”, in questa celebre frase si racchiude tutta la sezione di opere dedicate al Moulin Rouge, tra stivaletti a punta, gonne vaporose e figure del can can. Diverse sono poi le opere legate all’ippica, una passione che dura una vita intera, non senza una certa malinconia: per via della malattia che lo costrinse ad una forma similare di nanismo, Touluse-Lautrec non poté mai cavalcare; si limitò pertanto solo a dipingere cavalli e destrieri fin dalla più giovane età; e fu sempre dipingendo cavalli che dimostrò ai medici che lo avevano in cura in una clinica di malattie mentali che era tornato in sé. A concludere il percorso una sezione intera dedicata alle donne, figure affascinanti che l’artista è in grado di cogliere tanto splendide sotto la luce dei riflettori, quanto velate della tristezza della solitudine quando il sipario si abbassa.

Una mostra di grande sfarzo e straordinaria empatia.

 

Toulouse-Lautrec: La Ville Lumière
Villa Reale, viale Brianza, Monza
10 aprile 2019 – 29 settembre 2019
Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 19, lunedì chiuso



Potrebbe interessarti anche