Destinazioni

Tour in 5 tappe nella Napoli de “L’amica geniale”, presto anche in tv

Silvia Ragni
4 ottobre 2018

Dopo l’anteprima alla 75ma Mostra del Cinema di Venezia, “L’amica geniale” è approdata sul grande schermo. Dove dall’1 al 3 Ottobre, in varie sale italiane, il pubblico ha potuto ammirare le prime due puntate della serie Tv che il regista Saverio Costanzo ha tratto dalla tetralogia di Elena Ferrante: quattro libri divenuti dei bestseller internazionali. Al primo, pubblicato nel 2011 con lo stesso titolo della serie, sono seguiti “Storia del nuovo cognome” (2012), “Storia di chi fugge e di chi resta” (2013) e “Storia della bambina perduta” (2014), tutti ambientati nella Napoli degli anni ’50 e ’60 ed incentrati sul racconto dell’amicizia tra Elena (Lenù) e Raffaella (Lila). Nate nello stesso rione popolare, Lenù e Lila condividono l’infanzia e i sogni, le gioie ma anche le prime delusioni. Come quella che le porta a separarsi quando il padre di Lila, le impedisce di iscriversi alla scuola media. Il loro legame però non svanisce, pronto a riaffiorare con i primi amori, e ci addentra in un autentico spaccato di storia partenopea: tra miserie e splendori, assistiamo all’iter esistenziale di due giovani donne accomunate da una viva intelligenza e dallo stesso desiderio di emancipazione. In Tv potremo seguirlo nella serie di otto episodi prossimamente in onda su RAI1, HBO e Timvision.

Per ingannare l’attesa, intanto, ripercorriamo i luoghi-chiave della saga in cinque tappe evocative alla scoperta di Napoli.

Rione Luzzatti
La Napoli descritta da Elena Ferrante si discosta, in gran parte, da quella dei circuiti turistici più battuti. E’ il caso di rione Luzzatti, dove Lenù e Lila crescono e vivono gli albori della loro amicizia. Situato in zona Gianturco, Luzzatti è un quartiere popolare edificato nella periferia est napoletana dopo la seconda guerra mondiale: all’epoca, un’area di campagna nei paraggi dei cosiddetti “stagni”. Il tempo non ha modificato l’identità del sobborgo, ma ha certamente inciso sui suoi confini. Dal 1995 è affiancato dagli avveniristici grattacieli del Centro Direzionale “disegnato” dall’archistar Kenzo Tange, mentre immutati rimangono la ferrovia e gli arsenali del porto. Al centro del rione campeggia invece la Chiesa della Sacra Famiglia, altra location clou de “L’amica geniale”.

Corso Umberto I (il “Rettifilo”)
Addentrandoci nel centro storico, tappa d’obbligo è Corso Umberto I – altrimenti detto “il Rettifilo”: un’arteria che dal cuore cittadino conduce alla stazione di Napoli Centrale. E’ proprio in una boutique di questo viale, paradiso dello shopping a portata di tutte le tasche, che Lila compra il suo abito da sposa. A questo punto, una puntata a Port’Alba non può mancare. Poco distante dal “Rettifilo”, la viuzza affollata dalle bancarelle di libri che tanto affascinano Elena (la più “intellettuale” delle due amiche) è un must-see imperdibile. Una chicca extra-saga da consigliare? Sicuramente una visita all’Antica Pizzeria Port’Alba, per degustare una delle massime delizie gastronomiche napoletane: fondata nel 1738, viene considerata la più antica pizzeria del mondo.

Il Gran Caffè Gambrinus
Lo storico locale di via Chiaia ospita Elena e le sue due figlie in “Storia della bambina perduta”. Inaugurato nel 1860, il Gran Caffè Gambrinus è un gioiello in stile Liberty e fu la culla di un leggendario cenacolo culturale. Nei suoi spazi transitarono Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio, Ernest Hemingway, sedotti da un “caffè letterario” che convogliava l’élite mondana, intellettuale e artistica internazionale. L’atmosfera d’antan di cui è intriso esalta dei veri e propri interni-capolavoro: marmi, stucchi, bassorilievi, tappezzerie e affreschi portano la firma dei più prestigiosi nomi del savoir faire artigianale e della pittura di fine ‘800. E se all’epoca fu “Fornitore della Real Casa” grazie all’ eccellenza dei suoi Maitre, il Gambrinus rientra oggi tra i primi 10 Caffè d’ Italia.

Il Sea Garden
L’elegante stabilimento balneare del Marchese Andrea Cherchia, un secolo orsono, attirava una clientela VIP. Dominato dalla collina di Posillipo, dove si innalza la maestosa Villa Cherchia, sorgeva nell’area tra Posillipo e Mergellina e alternava nel suo lido banchine, ampi giardini e un celebre Circolo Nautico. Al termine del ventennio fascista, che gli impose un’italianizzazione del nome, il Sea Garden riassunse la sua denominazione ma non cessò di esercitare un’attrazione irresistibile presso la crème della società partenopea. Il Sea Garden è anche il luogo in cui Lenù – che accompagna al mare i figli della cartolaia – incontra per la prima volta Lila. Con il nome di Circolo Relax, il complesso rimane a tutt’oggi una magnifica oasi balneare luxury collocata nel cuore di Napoli.

Posillipo
Non potevamo che concludere il nostro tour con un tributo, stavolta, prettamente turistico alla capitale campana. Siamo di nuovo a Posillipo, esattamente in via Orazio, dove Stefano e Lila organizzano il loro wedding party. E se la location è probabilmente frutto della fantasia di Elena Ferrante, ci soffermiamo ad ammirare un panorama a dir poco mozzafiato: la “distesa ondeggiante di blu” descritta dall’ autrice diventa ancor più magica se goduta dalla terrazza di Sant’Antonio. La visuale abbraccia il golfo, Castel Dell’ Ovo, Mergellina e il lungomare, Castel Sant’Elmo arroccato sul Vomero, il Vesuvio che si erge all’orizzonte. L’incanto di Napoli si coglie proprio qui, da questo promontorio verdeggiante che lo svela in tutta la sua magnificenza sempiterna ed immutabile.


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