Fotografia

Training Humans: all’Osservatorio Prada va in scena l’intelligenza artificiale

Beatrice Trinci
25 Settembre 2019

Yilong Yin, Lili Liu, and Xiwei Sun, SDUMLA-HMT, 2011

Fondazione Prada si prepara a svelare i segreti delle menti più smart e avanzate della nostra epoca attraverso un’esclusiva esposizione, che fino al 24 febbraio 2020 occuperà gli spazi del suo Osservatorio.

Concepita dall’artista Trevor Paglen e da Kate Crawford, professoressa e ricercatrice nell’ambito dell’intelligenza artificiale, “Training Humans” è la prima grande mostra dedicata a immagini di training, ovvero fotografie utilizzate dagli scienziati per insegnare ai sistemi di AI come vedere e classificare il mondo. Un tecnologico viaggio temporale che affonda le sue radici nei primi anni Sessanta e arriva fino a oggi, fornendoci una dettagliata ricostruzione storica dei primi esperimenti computerizzati di riconoscimento facciale finanziati dalla CIA per permettere il monitoraggio di persone da parte di soggetti governativi e commerciali.

Quando abbiamo iniziato a elaborare l’idea della mostra, oltre due anni fa, volevamo raccontare la storia delle immagini utilizzate per il riconoscimento di esseri umani nel settore della computer vision e dei sistemi di intelligenza artificiale – hanno spiegato i curatori – Non ci interessavano né la versione inflazionata dell’IA applicata al marketing né le favole distopiche sui robot del futuro. Volevamo piuttosto riflettere sulla materialità dell’intelligenza artificiale e considerare queste immagini materiali come parte di una cultura visuale in rapida evoluzione e fondata sulle macchine. Per farlo abbiamo dovuto aprire la ‘scatola nera’ e studiare dall’interno il funzionamento di questi motori della visione”.

Il progetto interroga così lo stato attuale dell’immagine nell’intelligenza artificiale e nei sistemi algoritmici, dall’istruzione e la sanità alla sorveglianza militare, dall’applicazione della legge e la gestione delle risorse umane al sistema di giustizia penale, tramite due tematiche distinte: la rappresentazione, l’interpretazione e la codificazione degli esseri umani attraverso dataset di training e le modalità con cui i sistemi tecnologici raccolgono, etichettano e utilizzano questi materiali.

Un’esibizione, insomma, che mira a scuotere la coscienza del visitatore, ponendosi come denuncia nei confronti di un’AI prevalentemente basata su supposizioni, errori e preconcetti. “Il progetto mostra come queste immagini facciano parte di una lunga tradizione che consiste nel raccogliere scatti di persone senza il loro consenso, al fine di classificarle, segmentarle e spesso ricondurle a stereotipi attraverso modalità che evocano il passato coloniale”, ha dichiarato Paglen.

Una mostra che, siamo certi, fornirà al pubblico molteplici punti di vista per comprendere un tema tanto attuale, quanto delicato.

 

Training Humans
12 settembre 2019 – 24 febbraio 2020
Osservatorio Prada, Corso Vittorio Emanuele II
Orari: dal lunedì al venerdì 14 – 20, sabato e domenica 11 – 20 (martedì chiuso)