News

Traveller’s Tales: un viaggio tra pagine e bauli firmati Louis Vuitton

Elisa Monetti
19 Novembre 2018

 

Louis Vuitton pubblica una nuova edizione di “Traveller’s Tales Bags Unpacked”: cinquanta racconti dai protagonisti più disparati, sparsi nel tempo e nello spazio, ma accomunati tutti da un intrepido spirito d’avventura e da un lussuoso baule con impresse due lettere, LV.

Scritte da Bertil Scali e illustrate dall’elegante mano di Pierre Le-Tan, le storie prendono vita in ambientazioni ed epoche diverse, narrando i viaggi di celebri protagonisti e delle loro personalissime valigie: si va da Ernest Hemingway a Henri Matisse, per arrivare a Christian Dior, Sharone Stone e Karl Lagerfeld, solo per citarne alcuni.

Montre-moi tes bagages, je te dirai qui tu es – “Mostrami il tuo bagaglio e ti dirò chi sei”: un celebre motto della Maison, scelto nel 1921 come claim pubblicitario totalmente anticipatore dei tempi. È infatti nel viaggiare che la celeberrima casa di moda poggia le radici. Ben lungi dall’aver ereditato una qualche lontana fortuna, Monsieur Louis Vuitton cominciò molto giovane a creare bauli in una bottega parigina, ritrovando in questo lavoro talento, passione e, da non sottovalutare, l’unica sua fonte di sostentamento. Il suo genio non tardò ad emergere assicurandogli clienti di altissimo riguardo, a cominciare dalla moglie di Napoleone III, per arrivare poi a tutto il mondo di uomini e donne a cavallo tra XIX e XX secolo decisi ad esplorare il mondo in lungo e in largo, seguendo nuove e più efficienti vie di comunicazione e aprendo inedite strade.

Quello che davvero fu determinante fattore di successo per Louis Vuitton fu la strabiliante capacità di adattare i suoi prodotti alle esigenze dei clienti, attenzione che ancora oggi è valore fondante della Maison. Nacquero tra i primi i bauli verticali, che permettevano un’organizzazione tale da non avere mai bisogno di essere disfatti durante il viaggio, ma le richieste non si fermarono a qui. Vennero costruiti bauli di cuoio su misura per contenere i volumi di “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust, altri adatti a trasportare senza rischi interi servizi da tè d’argento, altri ancora chiusi da serrature talmente sicure che addirittura Houdini rifiutò di sfidare; in un caso particolare Pierre Savorgnan de Brazza chiese che il suo baule si potesse trasformare in un comodo letto per la sua spedizione in Congo del 1876.

“Traveller’s Tales” racconta le più avventurose tra queste storie: un intero libro dedicato all’identità più pura e creativa di uno dei brand più amati.

 

“Travellers’ Tales Bags Unpacked”, Bertil Scali, Louis Vuitton, pp. 448