Trovata tredicesima vittima. Forse c’erano clandestini a bordo del Concordia

staff
22 gennaio 2012

E’ stato ritrovato il corpo di una donna, nel ponte sette, a poppa della Costa Concordia. E’ la tredicesima vittima accertata del naufragio davanti all’isola del Giglio.

Intanto, tra altre vittime accertate nel naufragio della nave, vi sarebbe anche quello di una persona non ancora identificata e che probabilmente non era registrata a bordo. E’ quanto ha precisato oggi il Capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, che ha tenuto a sottolineare come potrebbero esserci state a bordo della nave alcune persone, di fatto, clandestine. Ad ogni modo, sul computo esatto dei passeggeri, dei membri dell’equipaggio, del personale di bordo, e quindi dei dispersi, resta parte di quell’incertezza, che si era manifestata già all’indomani del naufragio, avvenuto il 13 gennaio. Proprio per questo, i corpi ritrovati all’interno della Costa Concordia, in attesa di essere identificati, non possono essere automaticamente tolti dal conteggio dei dispersi: Gabrielli invita tutti ad “astenersi da operazioni di sottrazione matematica”. Tali operazioni matematiche “possono solo confondere ulteriormente le idee”,perché “non abbiamo la certezza che le persone non identificate corrispondano all’elenco dei dei dispersi”.

L’attenzione intanto si concentra anche sulla manovra del cosiddetto ‘inchino’ che, secondo le dichiarazioni del comandante Schettino, chiama direttamente in causa la compagnia Costa. Passare così vicino all’isola del Giglio, facendo quella manovra a gomito nota come ‘inchino’ sarebbe secondo Schettino una trovata commerciale della Costa Crociere.

“Ci sono altre responsabilità”, ha detto Schettino al Gip di Grosseto, ricostruendo le cause del naufragio davanti all’isola del Giglio. Quella dell’inchino è “una prassi ricorrente in tutto il mondo” e Costa Crociere ne era a perfettamente a conoscenza, accusa Schettino. Quanto alla manovra di avvicinamento, che ha preceduto il disastro della Concordia, il 13 gennaio, il comandante della Concordia ha raccontato che l’inchino “era stato pianificato e voluto” dalla compagnia armatrice.

Schettino, peraltro ora sospeso dal servizio da Costa Crociere, ha anche accennato al fatto che la manovra sarebbe stata una risposta ai virtuosismi di un altro comandante della Concordia, Massimo Garbarino. Per il suo saluto ravvicinato al Giglio, nell’agosto del 2011, fu ringraziato dal sindaco Sergio Ortelli, che in un e-mail parlava di una “tradizione irrinunciabile”. In definitiva, Schettino nell’interrogatorio non nega la pericolosità della manovra, ma chiede che si riconosca la consapevolezza e quindi la corresponsabilità della Costa Crociere.

 

IL RISCHIO AMBIENTALE – Continuare a cercare i dispersi, con operazioni sempre ad alto rischio per i sommozzatori impegnati in quella che definiscono “una trappola”, è “una priorità” che sarà difficilmente compatibile con le operazioni per asportare il carburante, pari a 2400 tonnellate dalla nave naufragata.

 

APERTA CASSAFORTE DI SCHETTINO – E’ stata finalmente aperta la cassaforte del comandante Francesco Schettino. I sommozzatori dei carabinieri l’avevano giù raggiunta due giorni fa ma avevano incontrato difficoltà tecniche per aprirla.

 

L’HARD DISK COI VIDEO DALLA PLANCIA – All’interno della nave vanno intanto avanti le perlustrazioni finalizzate all’inchiesta giudiziaria. E’ stato recuperato l’hard disk con i video filmati dalle telecamere di bordo. Quanto ai possibili dispersi all’interno del relitto, gli speleo-sub, specializzati nelle parti più profonde (erano scesi fino a 18 metri) hanno annunciato di aver esaurito la propria parte nelle operazioni.

 

LA CINTURA PER ASSORBIRE IL CARBURANTE – E’ stata inoltre completata la posa della cintura assorbente intorno alla Costa Concordia, naufragata davanti all’isola del Giglio, per limitare i danni nel caso di una perdita di combustibile.A presidiare la Costa Concordia c’è anche la nave della marina militare Orione, che è in grado di separare gli idrocarburi dall’acqua.

 

Fonte: TMNews