Arte

Turner dalla Tate al Chiostro del Bramante

Elisa Monetti
28 aprile 2018

Con le sue romantiche visioni della natura, arriva a Roma, una mostra dedicata a uno dei più grandi artisti inglesi: Joseph Mallord William Turner.

Sono 92 le opere protagoniste dell’esposizione: quadri, acquerelli, disegni, olii, tutti provenienti dalla Tate. Un prestito di assoluto prestigio che sugella una proficua collaborazione tra il museo londinese e il Chiostro del Bramante, temporanea dimora dei capolavori per il tempo della mostra.

Un’occasione davvero unica per indagare da vicino come sia cresciuto il gusto dell’artista, come si siano evolute le sue idee sull’arte e come, da docente di prospettiva alla Royal Accademy di Londra, sia diventato artista libero dai vincoli in costante dialogo con la natura.

Nato a Londra, manifesta fin da subito un gran talento artistico che, sostenuto dal padre nonostante le difficoltà economiche, studia e alimenta in diversi anni di accademia.

L’impegno scolastico non resta tuttavia l’unica fonte d’educazione artistica di Turner che, ben presto, comincia a ricercare ispirazione dal lavoro di architetti e, soprattutto, dalla maestra più grande: la natura.

Se, infatti, l’architettura guadagna buono spazio nelle sue tele, si tratti di grandi edifici o di rovine del passato, è l’elemento naturale che cercherà sempre di catturare: l’atmosfera sospesa dell’alba sul mare, l’aria frizzante delle campagne inglesi, la tuonante luce del sole che squarcia le nubi.

Interesse questo che lo porterà ad adottare un quanto mai singolare modus operandi: Turner trascorreva le estati all’aria aperta a disegnare “Per diletto”, dirà l’amico e critico d’arte Ruskin, sul suo album da disegno quelle atmosfere che, d’inverno, riprenderanno vita e verranno completate nel suo studio.

Un meticoloso lavoro di osservazione, memorizzazione e riproduzione che chiama in causa tutti i sensi; i suoi contemporanei dicevano di lui che “fosse solito di dipingere con gli occhi, con il naso oltre che con le mani”.

Ed è proprio questa contaminazione di sensi la matrice dell’armonia tanto preziosa nelle opere di Turner, un’armonia figlia della poesia e del dialogo tra natura e uomo e, ancora più evocativo, tra natura e natura.

È l’Italia, a inizio ‘800, a determinare un importante flessione nella sua pittura, le atmosfere lagunari di Venezia, le luci calde di Roma, lo portano a interpellarsi sul rapporto tra colori e luminosità, a esercitarsi nel catturare l’armonia dei luoghi da lui visitati, consegnando così alla storia immortali capolavori.

“La chiarezza non abbagliante svolge la propria azione accanto alla piena oscurità.” Scrisse Goethe nel suo La teoria dei colori, libro molto amato e studiato da Turner.

Ed è proprio questa chiarezza non abbagliante che invaderà silenziosa e armonica, il Chiostro del Bramante.

Una chiarezza da vedere, ascoltare e conservare negli occhi e nel cuore.

 

Turner. Opere dalla Tate
22 marzo 2018 – 26 agosto 2018

Chiostro del Bramante, Arco della Pace 5 – Roma

Orari:
lunedì / martedì / mercoledì / giovedì / venerdì 10:00 – 20:00
sabato / domenica 10:00 – 21:00


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