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Tutte le sfumature della natura

Carla Diamanti
17 Ottobre 2019

Da lontano assomiglia a una matita. Bianco il cilindro che si fa strada fra gli alberi, nera la punta con cui culmina. Accanto, una costruzione più bassa su cui rimbalzano di nuovo i due colori opposti. La scopro con lo sguardo mentre percorro lo scenario naturale che mi circonda. Lascio i pedali, respiro a fondo, mi immergo nel panorama. Lassù, fra la muraglia verde degli abeti, la chiesetta di San Giacomo ha di nuovo chiuso le su porte, dopo la festa che ha coinvolto, come ogni anno, tutto il paese. Attorno poche anime: casette tutte uguali con muri candidi incorniciati da ghirigori di legno sotto un tetto a spioventi, molto più giù il paese, con le vetrine eleganti, il profumo del vino caldo aromatizzato, le facciate color pastello, i dolci spolverati di zucchero a cui è impossibile resistere. Sparite le bancarelle del mercato di San Giacomo e ritrovato il suo ritmo quotidiano, Ortisei torna a essere una zattera ancorata in mezzo a un oceano di foglie.

Sulla strada che percorro in bicicletta per salire verso la montagna, sono proprio le foglie a fare da tappeto alle ruote della mia bicicletta elettrica. Sono gialle, arancio, rosse. Raccontano della stagione che è appena entrata, annunciano il caleidoscopio di sfumature che mi aspetta ogni volta che alzo gli occhi e mi fermo per contemplare tanta bellezza. Impossibile descrivere la sinfonia dei rami che sembrano sfidarsi l’un l’altro per richiamare attenzione. Difficile trovare le parole per raccontare tutte le sfumature della natura che mi circonda. Pedalo senza fatica, spinta (certo) dal motore elettrico, ma soprattutto dalla voglia di vedere di più, di superare ogni tornante per scoprire fin dove potrò spingere lo sguardo, su quali vallate si perderanno i miei occhi, quanto tempo mi ci vorrà per passare da un albero all’altro, per scivolare su ogni ramo e su ogni foglia, aprendo la bocca quasi come per riempirmi di tanta meraviglia. Non penso neppure alle gambe, non sento le mani, non mi sfiora il pensiero di inquadrare con il telefono la quinta di colori autunnali che mi si para davanti a ogni giro di ruota.

Mi gusto il silenzio, respiro a pieni polmoni, mi sazio con gli occhi, che rincorrono i profili di roccia grigia che ogni tanto spuntano oltre le fronde. Quando tornerò a valle, carica ma mai sazia, avrò il tempo per pensare e per metabolizzare, sicura che nulla valga la pena di essere paragonato alla grandezza della Natura.