Il mio punto di vista

Tutti i colori della solidarietà

Gabriella Magnoni Dompé
6 marzo 2013

Conclusosi il mese sfavillante delle sfilate, della vetrina politica ancora incerta, del capodanno cinese e del carnevale, entriamo nella Santa Quaresima.
Pare che l’evoluzione della specie, e in particolare il primato dell’essere umano, sia determinato dalla nostra capacità di collaborare e di sviluppare un sentimento di altruismo nei confronti dei nostri simili. Forse pochi di voi ne erano a conoscenza, ma io credo fermamente in questa teoria.
Diamo quindi spazio ad una bellissima iniziativa nata dall’altruismo di un fotografo, uomo veramente speciale, dotato di una sensibilità che, in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo – vedasi le faziosità, le incomprensioni, l’incapacità di collaborare per il bene del nostro Paese che dimostrano i nostri politici –, è veramente un esempio di speranza e di lungimiranza.
Ed ecco allora nascere Colortaste, presente dall’11 al 18 marzo al a Palazzo Isimbardi, una mostra fotografica dal tema attualissimo: il cibo.
E’ ormai ben risaputo dalle pagine dei quotidiani quanto tristemente anche molti fra gli stessi milanesi (e parliamo della capitale del benessere d’Italia insieme a poche altre città) ogni mese facciano fatica a fare una spesa completa per la propria famiglia.
Il cibo è un elemento primario a cui non si può rinunciare, fonte di vita ma anche di socializzazione: ed è proprio questo che viene esaltato dagli scatti di Alfonso Catalano, che nel suo tempo libero per ben tre anni è andato letteralmente a caccia dei cuochi più stellati, esempi di eccellenza nel mondo dell’arte culinaria italiana. Li ha fotografati ed ha immortalato alcuni dei loro piatti sotto forma di vere e proprie opere d’arte realizzate con gli stili pittorici dei più famosi artisti moderni e contemporanei.
Una mostra innovativa, realizzata con l’intento di sostenere l’associazione Pane Quotidiano, quasi sconosciuta ma operante da ben 115 anni sul nostro territorio milanese a favore di chi ha realmente bisogno. Forse non l’avete mai sentita nominare perché non organizza cene di gala sfavillanti, né raccolte fondi di cui si parla su tutti i giornali: il fulcro del progetto consiste infatti nel distribuire dei “kit di sopravvivenza” composti dai generi alimentari di prima necessità, e a differenza di altre organizzazioni tutto viene svolto nella massima riservatezza consentendo di consumare il pasto fornito anche nella propria abitazione.
Mi sembra che, nell’ambito di una società così bisognosa di esempi di responsabilità sociale e di redistribuzione della ricchezza di cui tanto si parla, sia necessario partire da un piccolo sacchetto contenente farina, pasta, tonno e quant’altro per arrivare ai grandi risultati.
Mi sembra quindi che “Colortaste – ovvero la cucina si fa arte” meriti un passaparola che vi veda numerosi. Con l’augurio inoltre, se non di acquisire, almeno di ammirare l’esempio di chi, non a parole ma con i fatti, veramente si impegna per la propria città.

Gabriella Magnoni Dompé