Sport

Tutto quello che dovete sapere sul Tour de France, la corsa delle corse

Alessandro Cassaghi
1 Luglio 2019

Ci siamo quasi, sabato 6 luglio partirà la 106esima edizione della corsa ciclistica più importante al mondo, il Tour de France. Una gara storica, che vede al nastro di partenza i migliori ciclisti su strada. Appunto per via della sua storia ormai scolpita nel mito, andiamo a scoprire qualche curiosità sulla gara che attraversa tutta la Francia!

Tutto nacque dall’idea di un giornalista. Al giovane giornalista sportivo specializzato in ciclismo Géo Lefèvre venne l’idea di organizzare un evento per rinvigorire l’interesse dei francesi per il ciclismo: ideò una gara a tappe che attraversava tutta la Francia, e il successo che ottenne fu tale che il giornale per il quale lavorava, L’Auto-Vélo, vide il numero di copie vendute ogni giorno elevarsi a livelli stellari.

Come mai il giallo è il colore del Tour? Il giornale sul quale scriveva Géo Lefèvre era caratterizzato dal colore giallo delle pagine. Proprio per questo la maglia del corridore primo in classifica è gialla. Lo stesso vale per la maglia rosa al Giro d’Italia: è di quel colore proprio per il caratteristico colore delle pagine della Gazzetta dello Sport.

Gli ultimi saranno i primi? Non al tour. Al Tour de France in passato veniva dato un riconoscimento all’ultimo in classifica, la cosiddetta “lanterna rossa”. Sotto al sellino, il più lento della corsa infatti doveva portare sotto la sella un segno rosso, e da tradizione doveva correre l’ultima tappa con una lanterna, e aveva addirittura diritto ad un giro d’onore. Ma dal 1980 gli organizzatori, che credevano che gli ultimi arrivassero apposta in quella posizione per avere visibilità mediatica, decisero di allontanare dal Tour l’ultimo arrivato di ogni tappa.

Non è una gara per tutti. Come ogni gara di ciclismo in strada, gareggiare può essere pericoloso, tra scontri e cadute. Purtroppo, in tre occasioni gli atleti persero la vita: nel 1935 lo spagnolo Francisco Cepeda morì in seguito ad una caduta sulla discesa del Galibier; nel 1967 l’inglese Tommy Simpson perse la vita per un attacco cardiaco; nel 1995 il giovane atleta italiano Fabio Casartelli, anche campione olimpico, morì in seguito alle ferite da una caduta nella discesa del Col Portet d’Aspet.

Nell’albo dei più forti, ben due “padroni di casa”. Quattro atleti hanno nel corso degli anni vinto il Tour in cinque occasioni: i francesi Jacques Anquetil e Bernard Hinault, il belga Eddy Marckx e lo spagnolo Miguel Hindurain. Ma Indurain, diversamente dai colleghi, è riuscito in un’impresa ancor più difficile, se possibile: ha vinto i suoi titoli in cinque anni di fila, confermandosi il re del Tour dal 1991 al 1995.



Potrebbe interessarti anche