Cinema

Un Carlo Verdone esilarante tra ecstasy e siti d’incontri

Michela D'Agata
18 gennaio 2018

Carlo Verdone dall’11 gennaio torna nei cinema di tutta Italia con il suo ventiseiesimo film, Benedetta Follia, co-sceneggiato con Nicola Guaglianone e Menotti.

La pellicola racconta la storia di Guglielmo (interpretato dallo stesso Verdone), un uomo rigido e austero, proprietario di un prestigioso negozio di articoli religiosi nel centro della Capitale. Il giorno del suo venticinquesimo anniversario di matrimonio, dopo aver portato la moglie Lidia (interpretata da Lucrezia Lante della Rovere) a festeggiare al refettorio ecclesiastico, succede un evento inaspettato: Lidia gli confessa di aver intrapreso una relazione extraconiugale con una donna che – guarda caso – è proprio la commessa del negozio del marito. Che fare? Oltre al duro colpo subito a livello sentimentale, Guglielmo si trova a dover cercare una nuova commessa per il suo negozio. Quando all’improvviso bussa alla sua porta Luna (interpretata da Ilenia Pastorelli, vincitrice del David di Donatello per il film Lo chiamavano Jeeg Robot), una ragazza di periferia, un tantino scosciata e coatta al limite del molesto. Luna convincerà Guglielmo, ormai in crisi, ad iscriversi a Lovit, una app per single in cerca dell’anima gemella. Da qui inizieranno una serie di incontri paradossali ed equivoci inevitabilmente esilaranti.

In quest’ultima opera il regista romano, come in passato, propone una forte figura femminile centrale: Ilenia Pastorelli è una perfetta co-protagonista, capace di infondere vitalità e follia non solo a Guglielmo ma anche all’intero film. A lei si aggiunge il campionario umano di figure femminili, forse eccessivamente stereotipate, che Guglielmo incontrerà grazie all’app di incontri: la ninfomane che usa la vibrazione del cellulare come sex toy (citazione di Harry ti presento Sally), l’ipocondriaca che gli porta le radiografie al primo appuntamento, l’ubriacona veneta, la logorroica e via dicendo. Il personaggio interpretato dallo stesso Verdone, invece, ricorda tanto, forse troppo, il maniacale Furio di Bianco, Rosso e Verdone.

La fonte principale di ilarità sarà, tuttavia, il contrasto tra l’esuberanza coinvolgente di Luna e la rigidità clericale del negoziante. Un motivo valido, da solo, per andare a vederlo è la scena in cui Guglielmo, convinto di prendere del paracetamolo ingoierà involontariamente (per colpa di Luna) una pasticca di ecstasy: da qui uno psichedelico balletto scatenato e liberatorio coreografato dal noto Luca Tommasini. Possiamo affermare senza dubbio che questo film è il più spassoso della carriera recente di Verdone, che però fortunatamente mantiene nella comicità la sua cifra stilistica: quello sguardo realista e malinconico verso la realtà.


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