Cinema

Un insolito giorno perfetto

Giorgio Raulli
10 dicembre 2015

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Nel 1995, con le guerre jugoslave appena terminate e gli accordi di pace in via di costruzione, quattro operatori umanitari hanno il compito di rimuovere un cadavere da un pozzo, per evitare che contamini l’acqua della zona circostante. La squadra, guidata dal carismatico Mambrù (Benicio del Toro), comprende anche la francese Sophie (Mélanie Thierry), Katya (Olga Kurylenko), il volontario B (Tim Robbins), compagno di lungo corso di Mambrù, e l’interprete Damir (Fedja Stukan). Dopo una serie di eventi, il gruppo inizierà a capire che quella che sembrerebbe un’operazione di routine è invece un’ardua impresa.

Il regista spagnolo León de Aranoa ha adattato la sceneggiatura da un romanzo, inedito in Italia, di Paula Farias, Dejarse Llover, scrivendo in maniera fresca e ironica i dialoghi, tanto leggeri quanto profondi sono i temi raccontati. C’è un qualcosa in stile M*A*S*H in Perfect Day, film in cui la guerra e la sua tragicità sono uno sfondo come un altro per la rappresentazione della normalità e delle piccole e grandi sciocchezze che ci rendono umani. Il conflitto bellico dei balcani però non è in secondo piano, tutt’altro: lo spettro dell’insensatezza e della follia della guerra c’è sempre, e si rispecchia perfettamente nelle situazioni bizzarre e nei problemi dei protagonisti.

Davvero una buona sceneggiatura, oltre che una buona cura registica, fanno sì che anche attori come Robbins e Del Toro ne escano fuori in risalto: i due infatti possono sfoggiare il loro talento per il particolare genere della dark-comedy, aiutati senza dubbio anche dal semplice ma sempre efficace tema del viaggio. È un peccato invece che alle attici protagoniste non siano state offerte le stesse opportunità, ma nonostante questa sensazione, il film non ne soffre eccessivamente; persino i personaggi minori si fanno notare, poiché ciascuno funziona perfettamente nell’intento sottile del regista di raccontare la vita e i mestieri nati al limitare della guerra, nella loro pseudo-normalità.

Perfect Day vive di una giusta ironia, mista ad una giusta capacitò di innescare riflessioni: senza mai uscire dal seminato e dalla storia dei suoi personaggi, la pellicola (come presumibilmente pure il romanzo da cui è tratta) attira facilemente l’attenzione dello spettatore, soprattutto perchè spesso stupisce piacevolmente per talune direzioni prese durante la narrazione. Primo film in lingua inglese di León de Aranoa, è stato presentato in una sezione speciale al festival di Cannes 2015 e sarà nelle sale italiane a partire dal 10 dicembre.


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