Il mio punto di vista

E’ ora di un nuovo Risorgimento!

Gabriella Magnoni Dompé
20 marzo 2013

Habemus Papam. E questo è un dato fatto. Habemus tambien (giusto per rimanere alla lingua papale, l’altra questa volta) un Presidente del Senato e un Presidente della Camera. E allora che cosa ci può mancare?
Molto, moltissimo. Anzi direi addirittura tutto.
A prescindere dalle cariche politiche e dal “buongiorno” papale che ha messo tutti d’accordo, aprendo i giornali odierni non può che saltare all’occhio la disastrosa situazione in cui ci troviamo. E non parlo della sola Italia, ma del panorama europeo in toto: abbiamo bisogno di qualcosa che va decisamente oltre quello che il solo Papa ci può offrire.
Pur essendo il capo della nostra Chiesa – e sottolineo solo della nostra Chiesa – è pur sempre un uomo e come tale non va lasciato solo. Non è lui che si deve prendere cura di noi, ma tutti noi che ci dobbiamo prendere cura di lui, aiutandolo. Vi state chiedendo come?
Facendo – al di là delle retoriche, delle parole ampollose, enfatiche ma vuote – dei piccoli passi concreti verso un’unione e una serenità sociale.
E se è pur vero che solo una rinnovata crescita economica potrà portare ad un benessere più concreto e ad un rasserenamento degli animi, bisogna anche sottolineare quanto questo circolo vizioso sia nocivo, e come dunque vada interrotto.
Francamente credo che sia totalmente improduttivo, nonché addirittura nocivo, reagire ai problemi con la violenza e con l’aggressività: sfasciare o imbrattare le vetrine delle banche, accanirsi contro delle istituzioni quali la scuola militare Teuliè che non possono che essere dei segni positivi per il nostro Paese. A mio parere i problemi vanno affrontati, con coraggio, determinazione, energia positiva. Non con un disfattismo sterile, un pessimismo totale che non fa che rendere ancora più buio e fosco il panorama che abbiamo davanti.
Io credo che siano i più illuminati a dover dare un esempio. I singoli, quelli che sono già in grado di farlo, dovrebbero attivarsi, diventare dei modelli. E se vi sembra poco rilevante ricordate che cosa succede quando tirate un sassolino in un lago: i famosi cerchi concentrici che si espandono sino alle rive più lontane…
E’ necessaria una responsabilità sociale, di tutti, nessuno escluso: da parte di che è più fortunato, ma anche di chi benestante non è o non lo è più.
Io sono figlia degli anni Settanta, delle molotov, degli scontri che hanno avvelenato tanti miei sabato pomeriggio e che mi hanno tolto una parte della spensieratezza di quegli anni.
Non voglio che mia figlia sperimenti un clima così disilluso ed impari ad odiare il suo prossimo. Non voglio che venga addestrata al timore, al sospetto, alla violenza, alla difesa ad oltranza.
Vorrei perlomeno che provassimo tutti insieme a mettere da parte i rancori, le differenze e le diffidenze – senza dubbio giustificati e reciproci – per sforzarci in vista di un nuovo “Risorgimento” dell’Italia che non merita la fine di Cipro.
Del resto è il nostro Paese la culla della civiltà: cerchiamo di rimanere ancora degni di questo termine.

Gabriella Magnoni Dompé