Motori

Un pomeriggio da re, grazie Mercedes

Giorgio Merlino
23 ottobre 2012

Come sempre entro nel concessionario e chiedo di poter ritirare l’auto della settimana dal parco stampa, ma questa volta preferisco non specificare il modello. Mi dicono di firmare il comodato e attendere qualche minuto, così mi faccio da parte e aspetto. Dopo poco, una voce mi chiama, non è la mia ragazza, lei è al mio fianco, si tratta piuttosto del soave scalpitare della SLK 250 CDI con allestimento Premium AMG che si avvicina; è bella, cattiva, elegante e aggressiva, il tutto in un connubio mai osato prima.
Entro in macchina, regolo i suoi sedili in pelle cuciti a vista, direziono i bocchettoni cromati e ingrano la funzione E del cambio automatico. La SLK scivola via, con la scioltezza che solo una Mercedes può donare, forse troppa, così decido di prendere l’autostrada. Tutto fila lascio ma non mi basta e, senza esitazione, al casello inserisco la funzione manuale con cambio al volante, premendo un innocuo bottoncino; il motore si  gonfia, le marce si allungano come se non esista un limite massimo e, finalmente, gli scarichi possono gridare.

In poco tempo mi rendo conto della potenza fulminea elargita dal turbodiesel 4 cilindri 2.1 litri con 204 CV e ben 500 Nm di coppia massima in grado sì di assicurare il caro effetto “calcio nel sedere” e mi convinco della sua perfetta tenuta di strada, come fossi veramente inchiodato all’asfalto.

Mentre la mia ragazza sceglie i brani dall’iPhone collegato via bluetooth e giocherella con la manopola multimediale dello schermo del navigatore, devio rotta e torno verso la città; a questo punto il cambio sequenziale si fa inutile, ma sarebbe un sacrilegio limitare l’entusiasmo di guida e lo Sport mi sembra un ottimo compromesso.

Arriva il momento di farsi perdonare per l’oretta trascorsa a gridare di gioia sul tiepido asfalto dell’autostrada e, mentre mi accingo a entrare in centro a Milano per una mezz’ora di shopping, la tentazione di sfoggiare questo gioiello si fa insostenibile, così accosto; un semplice comando e il tetto si ripiega nel bagagliaio, concedendomi quei minuti di gloria a bordo di una lussuosissima spider che da sempre ardivo.

Senza che me ne accorga è giunta l’ora di tornare a casa e, mentre parcheggio, comprendo che l’ultima cosa che vorrei fare è abbandonare quella bassa posizione di guida con le gambe ben distese, la sensazione di “abbraccio” dell’abitacolo della SLK 250 CDI che è ancora più pronunciata rispetto alle serie del passato per via del nuovo disegno di plancia, consolle e tunnel.
Le sorprese non sono però finite e, quando mi accingo ad aprire la portiera del passeggero, mi accorgo del cofano lungo, abitacolo arretrato, altezza “rasoterra” e del frontale dalla griglia ampio e imponente.
Un clic della chiave, i fari mi salutano e non ci sono più scuse, devo trascorrere una notte intera lontano dalla spider con la Stella.

Giorgio Merlino


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