Cinema

Un toccante melò in equilibrio tra amore ed ossessione

Michela D'Agata
6 marzo 2018

Diretto e co-prodotto da Paul Thomas Anderson (Il Petroliere, Vizio di forma, The Master) Il filo nascosto è l’ottavo film del pluripremiato regista americano, candidato a ben 6 premi oscar tra cui miglior film, miglior attore protagonista e miglior regia.

Daniel Day Lewis, qui all’ultima interpretazione della carriera, è Reynolds Woodcock, un rinomato ed eccentrico stilista dell’aristocrazia londinese degli anni 50. Lo sgradevole quanto attraente Woodcock è uno scapolo impenitente, un bambinone capriccioso ed esigente che vive una vita totalmente devota al suo lavoro all’insegna della precisione e della concentrazione. Non si concede distrazioni o interruzioni e l’unica persona che può avere voce in capitolo sulle sue decisioni è la sorella Cyrill (Lesley Manville), con cui ha uno strettissimo legame. Ossessionato dal ricordo della madre mancata, i cui capelli conserva cuciti nel fodero della giacca, non ha relazioni durature, ma piuttosto usa le numerose donne attratte dal suo innegabile fascino come fonte di ispirazione per poi cacciarle via senza pietà dopo essersene servito. Un giorno però entra nella sua metodica vita la dolce Alma (VIcky Krieps) , cameriera di un motel della campagna londinese, una donna forte e determinata che non accetterà di essere l’ennesimo manichino di passaggio nella vita dello stilista. La donna aguzzerà l’ingegno e troverà modi contorti per far sì che l’uomo abbassi le sue difese e abbandoni le sue ossessioni rendendosi conto di aver bisogno di lei e delle sue cure.

Paul Thomas Anderson si riconferma uno dei più brillanti cineasti in circolazione, non solo per la narrazione in se’ e l’acume psicologico con cui ritrae le relazioni ma anche per le finezze registiche e cinematografiche che ci regala (essendo non solo regista ma anche direttore della fotografia), una delizia per gli occhi. Jonny Greenwood, alla quarta collaborazione con il regista, ha invece composto una magnifica colonna sonora di piano ed archi, anche questa nominata per l’Academy award.

La pellicola mette in scena un campionario di relazioni malate e di pericolosi giochi di potere necessari per tenere in vita le relazioni stesse. Da una parte c’è un uomo che per amare e lasciarsi amare deve essere inerme ed indifeso in una estrema condizione di bisogno, e dall’altra abbiamo una donna follemente innamorata e sottomessa ma che è disposta a far soffrire il suo uomo, anche fisicamente, per avere anche un minimo potere su di lui e sulla loro relazione al fine di farla andare avanti. Tutto ciò avverrà con il benestare della sorella, quieta osservatrice e manovratrice apparentemente in disparte della metodica vita dello stilista.

Il filo nascosto non è solo un riferimento ai messaggi segreti che lo stilista è solito nascondere nelle sue creazioni ma è anche ciò che tiene in equilibrio ogni relazione, nel bene e nel male, in salute e in malattia. Il film scorre lento in molti punti ma recupera grazie allo straordinario Daniel Day Lewis, a dir poco in stato di grazia. Una perfetta ultima interpretazione questa, che gli è valsa l’ennesima candidatura agli oscar come miglior attore protagonista (ricordiamo che è l’unico attore ad averne già vinti tre) e che ce lo farà amaramente rimpiangere.


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