Cultura

Una fabbrica d’arte e di sogni: vi racconto il dietro le quinte del Teatro alla Scala

Emanuela Beretta
22 Febbraio 2019

Avevo sei anni quando entrai per la prima volta al Teatro alla Scala. I  miei genitori avevano decantato la magnificenza di questo luogo e mi fecero arrivare in sala ad occhi chiusi. Nell’aprirli fu la meraviglia, un sussulto al cuore che provo ancora oggi tutte le volte che entro in Teatro. ivermectin for cattle safe for guinea pigs

Ma quale è il mistero del dietro le quinte? Come nascono i capolavori che poi ammiriamo sul palco?

Il lavoro dietro ogni spettacolo è immenso, e nasconde eccellenze straordinarie in tantissimi campi diversi che, purtroppo, il più delle volte rimangono sconosciute ai più. Ho avuto la fortuna di poterli conoscere, di andare a sbirciare tra le maestranze che ad ogni balletto e ad ogni opera lavorano instancabilmente per regalarci tutta quella Bellezza che ha reso la Scala uno dei palcoscenici più amati e applauditi al mondo. does ivermectin kill fleas on dogs

L’occasione della visita è stata l’allestimento del melodramma giocoso di Gaetano Donizzetti “L’Elisir d’Amore” riadattato per i bambini: un’opera rivisitata per una durata massima di 60 minuti ed interpretata dai Solisti dell’Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici  e dall’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala; la regia di Grischa Asagaroff, scene e costumi di Luigi Perego. Per l’ambientazione sono stati scelti gli anni ’60 e un vecchio e coloratissimo tram che diventa esso stesso stage, dove gli interpreti tra le varie esibizioni si esprimono ballando il twist. ivermectin long term use side effects

L’incontro ai Laboratori dell’Ansaldo è organizzato da FILA (Fabbrica Italiana Lapis ed Affini) che, attraverso i suoi atelier, porta i bambini ad esplorare il mondo dell’opera sostenendo tute e attività dedicate ai giovani alla Scala, assieme a Giotto, colore ufficiale dei laboratori, mentre Paola Bisi, Responsabile della Comunicazione dell’Accademia, ci guida e racconta una storia inimmaginabile, intrisa di creatività, arte, aneddoti, impegno e duro lavoro.

I laboratori si dipanano attraverso una superficie di ben 20 mila metri quadrati adibiti ora ad atelier scaligeri. L’incursione negli opifici è la scoperta di un mondo da favola: il reparto falegnameria, dove da progetti e modellini vengono realizzate le scenografie; l’atelier di pittura, dove le scene sono rigorosamente dipinte a mano e riprodotte, particolarità unica al mondo, acquarellando sull’enorme pavimento; poi ecco l’officina meccanica e il laboratorio di scultura, e che dire della raccolta di maquettes, i modelli in scala delle scenografie? Si accede quindi alla sartoria, dove Clara Sarti e la sua equipe lavorano, fanno ricerca, e da un semplice bozzetto creano tessuti, abiti, accessori e gioielli preziosi. Assistiamo alla prova costume di Francesca Manzo, l’Adina dell’ Elisir, e questa narrazione favolosa continua: il tessuto è stato interamente dipinto a mano su schizzi con richiami  anni ’60, mentre il pizzo è stato creato totalmente all’interno del laboratorio. Si passa poi all’archivio che custodisce oltre 60 mila costumi di scena di rara bellezza, catalogati per anno e recita; poi le sale prova per il coro e la regia.

Una fabbrica di arte e di sogni veramente unica, alla portata di tutti, ma che pochi conoscono. A noi non resta che assistere curiosi allo spettacolo che sarà in scena sino al 9 di Marzo.