Leggere insieme

Una festa in Via dei Giardini con le ricette del mondo

Marina Petruzio
31 Marzo 2019

Con ElectaKids, Felicita Sala, filosofa di formazione ma nella vita illustratrice autodidatta, pubblica in questi primi mesi dell’anno, con la traduzione dal francese di Lucia Moretti, il suo primo albo tutto-da-sola dove è illustratrice e autrice: “Una festa in Via dei Giardini con le ricette del mondo”.

Un albo che è una sinfonia di profumi, sapori, ricordi e gioia. Quella di stare insieme, di condividere del buon cibo, il proprio, quello che ci arriva dalle tradizioni dalle nostra cultura, dalle nostre origini, dal paese dove siamo nati ma anche e soprattutto dalla nostra famiglia. Allora quella condivisione diventa qualcosa di più forte e significativo, di intimo, di personale, un momento di cura ma anche di accettazione e di inclusione e soprattutto un buon tempo trascorso insieme.

Capita a tutti, anche ai bambini: esci di casa, fai per scendere le scale o giri l’angolo di una via in una giornata di primavera dove le finestre dei palazzi sono tutte aperte, e vieni sopraffatto da un profumo, qualcosa di così famigliare da proiettarti in un altro posto, in un’altra epoca, in un’altra casa. E per un attimo vivi un amarcord e l’ondata di quel profumo che ti avvolge come per un incantesimo diventa un viaggio che porta lontano dalla realtà quotidiana, dal qui e ora verso un luogo del cuore chiuso da chissà quanto tempo, lasciato ad aspettare nella soffitta dei ricordi.

E se quel profumo viene da una cucina, sul tavolo gli ingredienti poggiati lì come per caso invece, al contrario, a portata di mano, e se si parla di cibo si parla di mille colori, quelli delle nazioni, dei popoli, delle tante lingue parlate, dei tessuti, dei vestiti. Se si parla di cibo si parla di emozioni, di mamme, nonne, zie, di nostalgia, amore…si parla di appartenenza, a un luogo, a una cultura, a un popolo, a una nazione…così aprire il libro di Felicità Sala e trovare i risguardi a riquadri di colore e in uno di questi scorgere, tono su tono, una piccola scala ecco, non sembra strano, anzi!

È così al 10 di Via dei Giardini di ogni città o paese. Scie leggere, invisibili ma dall’intenso profumo pervadono l’ambiente più importante di ogni casa, la cucina, cuore pulsante di tutte le attività e luogo comune di ritrovo per chi vive lì, siano essi famigliari o gruppi di persone più o meno note in coabitazione. Ne avvolgono l’interno e ogni cosa e poi, trovata la finestra socchiusa o aperta, ne invadono l’aria a solleticare nasi, a svegliare ricordi, a riportare sorrisi, così come a far venire l’acquolina in bocca a passanti e vicini. Il portone socchiuso lascia intravedere proprio quella scala, quella disegnata nei risguardi, e sembra dire entra! Difficile resistere a quell’invito, perché sicuramente di un invito si tratta, ci sarà una festa, un porto-party sicuramente e ognuno nel palazzo sta preparando qualcosa di appetitoso e unico per se. È così che Felicita Sala introduce gli ospiti in 15 appartamenti, 15 cucine, 15 colori diversi, 15 profumi, 15 paesi, 15 culture e…15 ricette descritte e illustrate pronte per essere provate! E su quello scalone gente che va e che viene recando tra le mani la propria pentola, liberando il proprio profumo del cuore e mostrando un piccolo pezzo di se. Quante cose in una porzione di cibo!

Tra i cuochi e le ricette chiunque riconoscerà qualcuno, ricorderà il profumo, sentirà esplodere in bocca il ricordo di quel cibo-Madeline che dopo Proust rappresenta casa e, un po’ anche, la ricerca di tutti: di quel sapore che mai più abbiamo riassaporato ma diciamolo, quanto ci piacerebbe?

Nel suo libro tutto-da-sola Felicita Sala non trascura nessun particolare. Le ricette raccontano sicuramente del paese d’origine, ma se si sposta lo sguardo a sinistra, lo si distoglie per un attimo dal fascino del cibo disegnato – che si ritaglierebbe volentieri per giocare ancora una volta al supermercato! -, se si entra in ogni cucina, l’abbigliamento del cuoco o della cuoca, la sua acconciatura, i tratti somatici, l’arredamento e gli oggetti, gli utensili e persino i quadri alle pareti parlano dei paesi, delle origini. Dai grossi pois e dalle crocchie rigonfie delle ballerine di flamenco spagnole ai Picasso appesi a quelle pareti di una cucina blu dove si sta preparando una zuppa di pomodori molto rossa; le lunghe trecce portate con la riga in mezzo che separa nettamente i capelli delle donne e delle bambine messicane, i disegni dei tessuti, e gli abbinamenti di colori e fantasie mentre in una cucina verde si prepara un altrettanto verde guacamole; e poi la cucina di un vecchio pescatore piena di ricordi e oggetti marini, piccole e affollate mensole, mentre l’argomento della sua pipa si confonde col profumo del prezzemolo e del burro fresco nella preparazione di un’appetitosa sogliola in una cucina che ricorda la costa francese. Ma anche gli spaghetti al pomodoro della signora Lella, comoda nelle sue ciabatte abbondanti, in quel golfino fatto a mano di cui ha scelto con cura il filato, il punto è il colore rosso come quello della passata, come sceglie gli ingredienti sicura del gusto che devono avere e che assaggia intingendo il dito nella sua famosa e profumatissima salsa al pomodoro in quella cucina un po’antica che accosta oggetti di una vita e che parla di un paese caldo, di una famiglia grande.

E ora, prendete una sedia e procuratevi un piatto: tutti sono i benvenuti al numero 10 di Via dei Giardini, così come a casa di una mamma, non una qualsiasi ma quella dell’attrice a cui è dedicato il libro. Una mamma con la porta sempre aperta e con la tavola sempre piena.

 

Una festa in Via dei Giardini con le ricette del mondo
di e illustrato da Felicita Sala
traduzione Lucia Moretti
edito ElectaKids
euro 19,90



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