Leggere insieme

Una storia molto in ritardo

Marina Petruzio
21 Luglio 2019

Un albo sul quale è lecito mettere un segno proprio, lasciar mettere un segno proprio, è “Una storia molto in ritardo” di Marianna Coppo, edito da Terre di mezzo la scorsa primavera. Ecco perché…

Trovarsi in un libro come alla fermata di un autobus, non conoscersi e nell’attesa guardarsi, cercare negli occhi degli altri delle risposte o almeno riconoscervi lo stesso stato d’animo, parlare col linguaggio del corpo, aprire le braccia per farle ricadere subito dopo lungo i fianchi, voltarsi con sguardo interrogativo, sperduto, portarsi le mani alla testa: disperatamente. Un ritardo desta sempre dei pensieri, che sia di un treno, di un autobus o del dottore, è sempre fonte di stupita preoccupazione. Figuriamoci se poi è una storia a tardare, il libro è appena iniziato e niente, solo il bianco, solo la pagina vuota…C’era una volta una pagina bianca. È vero, non lo è rimasta a lungo, sono arrivati loro, dei colori fatti a forma di personaggio, senza bordo nero per contenerli, diverse le fogge, le altezze e anche le larghezze. Nessun pantalone né giacchetta. E sembravano proprio domandarsi perché fossero lì. Lì dove poi. Panico. Passa il tempo in quel bianco sul quale indugiare riflettendo, forse, proponendo, anche. Passano le pagine e mutano gli stati d’animo dei piccoli personaggi, cinque in tutto. Sgomenti, allarmati e infine rassegnati all’attesa grazie a quello più anziano, occhialuto, oramai di un beige stinto: lui sa che quello è un libro e rassicura tutti, eh l’esperienza! Certo è che stare lì impalati ad aspettare, chissà che poi, e magari la storia quando arriva non è neppure bella, ci si annoia. Così un giovane rosa tenue e tenero, dalle orecchie lunghe e le gote accese propone un gioco. Ma l’attesa non si può distrarre! Si sta lì impalati, chi fischietta, chi comincia una conversazione neutra e un po’ banale, ma giocare proprio no, siamo seri! Così, come spesso succede a quelli tenui che nell’attesa devono poter far qualcosa, si trovano un angolino discosto da tutti, una pagina bianca personale dove rovesciare il proprio zainetto e con le poche cose iniziare il gioco del fare. Qualsiasi cosa. Chè nello zainetto mai le cose sono a caso, a quelli grandi sbiaditi o accesi paiono sempre a caso e poco in relazione, ma solo a loro può passare per la testa una cosa del genere!

Così succede che in quell’angolino di pagina, giù là in fondo a sinistra, cominciano a succedere delle cose che se quelli di là, a destra, si degnassero di guardare! Smetterebbero di aspettare una storia come si aspetta l’autobus, a braccia conserte, piedino che batte, frasi scontate come Umpf. Ai miei tempi le storie arrivavano in orario! e ancora Ma siamo proprio sicuri che arrivi questa storia? Chi propone di andare a cercarla ma poi è sempre meglio rimanere lì, fermi, ad aspettare. Che se qualcuno si degnasse di guardare oltre il proprio naso…E succede proprio così: a volte una storia può cominciare da un piccolo segno tracciato per terra, su un muro o su una pagina bianca che è muro e terra. Un seghetto che lì per lì può non essere nulla, ma basta poi raddrizzarlo un attimo, scortarlo un pochino, arrotondarlo forse, cambiare colore e via…la storia è cominciata. E sono alberi, nuvole, casette sugli alberi, animali, uccellini colorati più o meno dispettosi. Qualcuno di furbo, di veloce, mica come la storia di quelli grandi dall’altra parte, nell’altra pagina! Succede che può nascere un albero da un ramoscello con fiori e frutti diversi con rami che a volte la pagina non basta più, e che prima va di là un uccello e poi anche una nube e che poi scoppia un temporale e piove con fulmini e saette, ma che poi c’è anche un cavallo arcobaleno e un fuoco scoppiettante e…le pagine vanno, l’attesa è ingannata e può succedere anche che quando arriva la storia, quella là che si stava aspettando, bè…ormai si è in questa, è bella e colorata, ormai è tardi, troppo tardi! C’era una volta una pagina bianca…

Lo si diceva che nello zainetto dei tenui nulla è mai a caso, c’è sempre qualcosa di interessante e che un colore può sembrare solo un colore solo a te che cominci a essere un po’ sbiadito ma che per i tenui, di nome o di fatto, invece…

 

 

Una storia molto in ritardo
di e illustrato da Marianna Coppo
edito Terre di mezzo editore
€12,90
età di lettura dai 4 anni per tutti



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