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Un’indomita in cucina: intervista a Gaia Giordano, la chef di Spazio Niko Romito

Virginia Francesca Grassi
9 Settembre 2019

Quello di Gaia Giordano con la cucina è stato un incontro, per così dire, folgorante. Sulla strada del concorso in magistratura, una piccola esperienza in sala e un giro ai fornelli sono stati il là per un cambio di vita e di carriera che oggi l’ha resa una delle chef più interessanti del bel Paese, oltre che braccio destro di Niko Romito.

Dopo essersi affinata a fianco di maestro quali Angelo Troiani, Cristina Bowerman e Maurizio Santin, e dopo l’incontro nel 2011 con lo chef abruzzese, da qualche anno Gaia è approdata alla conduzione di tutte le cucine legate al progetto Spazio Niko Romito.

Proprio i locali di Roma il 19 settembre ospiteranno una speciale cena aperta al pubblico che vedrà protagonista il tema del mercato e dei suoi prodotti. La particolarità? La presenza, tra pentole e padelle, non solo della Chef, ma anche di altre due colleghe, in una formidabile sinergia al femminile tutta da gustare: con lei ci saranno infatti anche Caterina Ceraudo, del Ristorante Dattilo di Strongoli, e Martina Caruso, del Signum di Salina. Tre donne (tostissime), tre chef (di grande successo), tre differenti modi di essere e vivere (non solo la ristorazione): tre vere Indomite in cucina, come recita il titolo dell’iniziativa speciale entro cui questa cena rientra. L’appuntamento è infatti il terzo – e ultimo – di un’avventura cominciata lo scorso giugno e che ha visto questo formidabile trio collaborare sotto l’egida di Veuve Cliquot, a tutto beneficio dei palati più gourmand. Le chef, non a caso, sono parte attiva di un più ampio progetto, quello dell’Atelier des Grandes Dames di Veuve Clicquot, il pink network patrocinato dalle celebri bollicine della Vedova (un’altra indomita, la fondatrice Barbe-Nicole Ponsardin) e nato per valorizzare il talento e il coraggio nell’imprenditoria femminile in un contesto ipercompetitivo e molto maschile come quello dell’alta ristorazione.

Ecco cosa ci ha raccontato Gaia.

Caterina Ceraudo, Martina Caruso, Gaia Giordano

Come si descrive Gaia Giordano in tre parole?
Istintiva, curiosa, lunatica

Come sei approdata all’alta ristorazione?
Ho cominciato questo lavoro seguendo il Corso Professione Cuoco del Gambero Rosso nel 2003, poi ho fatto esperienze con chef come Angelo Troiani, Cristina Bowerman e Maurizio Santin e nel 2011 ho iniziato la collaborazione con Niko Romito: per il progetto Unforketable eseguivo le sue ricette per i video esplicativi. Nasce così la nostra intesa professionale che si sviluppa nell’Accademia Niko Romito con l’apertura a Rivisondoli del primo ristorante-laboratorio in cui gli allievi usciti dalla scuola si cimentano con il lavoro e il servizio vero e proprio. Rivisondoli ha rappresentato il primo progetto sotto l’effige di Spazio Niko Romito di cui sono responsabile, fino a giungere oggi a Milano e Roma con un format di successo.

Niko Romito: un sodalizio umano prima ancora che creativo-professionale?
Con Niko c’è sempre stata una consonanza totale, forse perché abbiamo compiuto un percorso simile.

A chi non l’ha mai assaggiata, come racconteresti la tua cucina?
Punto sulla centralità dell’ingrediente e sull’importanza della tecnica per mantenerne la struttura ed esaltarne il gusto. Non amo mettere troppi elementi nel piatto che deve sempre avere una nitidezza e una concretezza molto mediterranea.

Donna e chef di successo: è stato difficile emergere in un ambiente maschile come l’alta ristorazione?
Non credo che oggi come oggi il lavoro di una donna in cucina sia diverso da quello di un uomo. Ho la fortuna di conoscere tante donne chef, che gestiscono le loro cucine e le loro attività senza rinunciare a essere donne. Con dignità, forza e determinazione conciliano la vita privata con il lavoro, senza dover rinunciare a nulla. Impegno, passione e anche sacrifici, ma se ti piace quello che fai ti svegli ogni giorno felice.

Fai parte dell’Atelier Des Grandes Dames di Veuve Clicquot: in che modo hai tratto ispirazione dalla Vedova?
È un network che finalmente punta i riflettori sui tanti talenti femminili dell’alta ristorazione e mi permette di poter collaborare molto più spesso con altre mie colleghe. Madame Clicquot è stata una grande donna, coraggiosa, intraprendente, che ci ha insegnato a essere determinate e a non porsi limiti per raggiungere i propri obiettivi.

Che cosa ci aspetta per la cena del 19 settembre di Indomite in Cucina?
Sarà l’ultimo appuntamento di un mini tour che, con Caterina Ceraudo e Martina Caruso, ci ha reso ancora più affiatate e in sintonia. Il tema della cena sarà il mercato: infatti Roma, pur non offrendo materie prime direttamente dalla sua terra, ha un mercato urbano fornitissimo, con ingredienti di qualità.

Sogni e progetti nel cassetto?
Senz’altro consolidare il lavoro fatto fino ad ora con Spazio, dare continuità e forza  a tutti i progetti del gruppo Niko Romito, vecchi e nuovi.



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