Cinema

Uomini normali che compiono gesti eccezionali

Michela D'Agata
15 febbraio 2018

Basato sull’autobiografia The 15:17 to Paris: The True Story of a Terrorist, a Train, and Three American Heroes scritto da Jeffrey E. Stern, Spencer Stone, Anthony Sadler e Alek Skarlatos, il film Ore 15:17- Attacco al treno diretto da Clint Eastwood racconta dell’attacco terroristico di matrice islamica sventato il 21 agosto 2015 sul treno Thalys.

Tratta da una storia vera la pellicola racconta di come tre ragazzoni californiani in viaggio per l’Europa si trovano per caso a sventare questo violento attacco: un terrorista marocchino armato di 300 proiettili, un fucile ed un coltello sale su un treno diretto da Amsterdam a Parigi pronto a fare strage di innocenti.

Il racconto però parte ben prima e risale all’infanzia dei tre indisciplinati e di come si siano conosciuti fuori dall’ufficio del preside di una cattolicissima scuola media di Sacramento. Tutti e tre da sempre appassionati di guerra ed armi sono cresciuti negli anni uniti dal desiderio e dalla convinzione di poter fare la differenza (due su tre infatti si arruoleranno).

Eastwood continua con grande coerenza (ma minor efficacia) il filone narrativo teso della valorizzazione degli eroi “normali” americani, uomini comuni che hanno cambiato la storia con il loro coraggio: dal Chris Kyle di American Sniper al capitano Sullenberger nel film Sully uscito nelle sale lo scorso autunno. A sostegno della celebrazione del normale c’è l’interessantissima e valida scelta del cineasta ottantottenne di far interpretare ai protagonisti loro stessi: Stone, Sadler e Skarlatos.

Un racconto del reale che sfocia però quasi nel banale, soprattutto per quanto riguarda le scelte registiche e tecniche, e che tende per mancanza di ritmo al documentaristico: il racconto delle vite dei protagonisti occupa più dei tre quarti del film che nonostante il ristretto minutaggio risulta comunque lento anche per colpa di dialoghi non entusiasmanti e scene didascaliche non utili ai fini della trama. Al momento cruciale dell’attentato sono dedicati troppi pochi minuti che scarseggiano di suspense e adrenalina.

Il film, nella sua banale normalità, forse per scelta incarna proprio quello che voleva raccontare: non tanto l’atto eroico in se’ quanto la normalità delle vite dei protagonisti. Se vi aspettate un film d’azione siete di certo sulla strada sbagliata.


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