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Valencia, un sottile filo di seta

Carla Diamanti
7 Marzo 2019

Domenica mattina mi sveglio all’alba. In realtà il sonno è interrotto da una musica che sembra arrivare da lontano ma che man mano, nota dopo nota, si fa sempre più forte e più vicino. Sorpresa, mi alzo, scosto la tenda, e nella luce ancora incerta del primissimo mattino vedo una banda musicale seguita da gruppetti di persone, adulti e bambini che indossano giubbotti di colore diverso: rosso, blu, verde. Ogni colore sembra corrispondere a una squadra, come fosse una bandiera trasformata in capo d’abbigliamento. Tromboni e tamburi sfilano lungo l’incantevole piazza dell’Ayuntamiento e si fermano davanti al palazzo del Municipio, che dà il nome a questo triangolo armonioso ed elegante attorno al quale batte il cuore di Valencia.  Man mano che la giornata si rischiara, le persone diventano sempre più numerose, i bambini fanno scoppiettare petardi mentre tutti sembrano animati da una carica di energia tangibile. Ormai sono sveglia e decido di godermi lo spettacolo della processione sempre più grossa e sempre più rumorosa. Quando la piazza è gremita all’inverosimile, la banda smette di suonare e comincia il gioco dei fuochi pirotecnici.

Sono appena le 8 del mattino dell’ultima domenica di febbraio, le scintille multicolori che salgono verso il cielo azzurro sono il segnale che sta per avere inizio l’evento più importante della città, quello per cui ci si prepara un anno intero, quello che celebra la storia e le tradizioni, quello per cui le ragazze più belle competono per il titolo di reginetta, quello che, oltre che nel cuore dei tutti i valenciani, ha un posto nella lista del Patrimonio intangibile dell’umanità. Quello che richiama folle di turisti da ogni angolo del mondo: las Fallas, nate per celebrare il legame fra Valencia e la seta che ne fece la fortuna.

Nelle vetrine del centro mi lascio incantare dagli splendidi tessuti dove le forme e i colori sembrano giocare, trascinando occhi e cuore, sollecitando emozioni. Verde, rosa, giallo, turchese, rosso: impossibile scegliere! Fiori e sagome, corpetti e gonne, giacche e copricapo raccontano il passato, trasportano in un viaggio che parte da lontano, segue rotte commerciali, attraversa deserti e montagne, approda nei porti italiani e spagnoli, entra nelle corti, stravolge mode e abitudini, scatena competizioni, sprona imprenditori, induce alla ricerca della perfezione e – talvolta – fino alla perdizione. La magia di un filo che nasce da un bozzolo, che cattura la luce e diventa brillante. Che ha attraversato secoli e vicende e che continua a stregare e incantare. Lo seguo e decido di farmi guidare proprio da questo sito per andare alla scoperta di Valencia e delle sue tante anime che si nascondono fra vecchi mercati con merletti di ferro battuto, tavole prelibate, acquari che sono ristoranti, torri panoramiche da cui brindare con l’Agua de Valencia, ponti che scavalcano un parco creato nel letto di un fiume. Palazzi, musei e chiese che lasciano a bocca aperta e da cui comincia un’altra storia. Quella del Sacro Graal, per esempio…

Consiglio per la visita: sul sito dell’ufficio del turismo si può acquistare la Valencia Tourist Card: 24, 48 e 72 ore per viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici (anche da e per l’aeroporto), visitare musei e monumenti e ottenere sconti nelle attrazioni turistiche principali.

 

 



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