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Veloci, iperconnessi e multitasking: siamo tutti così, ma ci fa davvero bene?

Beatrice Trinci
14 Giugno 2019

Nella frenetica era 4.0, dove la vita ci richiede di essere costantemente e simultaneamente presenti in luoghi diversi – offline e online –, il multitasking potrebbe risultare un vero e proprio superpotere moderno di cui vantarsi.

È ormai difficile immaginare la nostra quotidianità prima del bombardamento digitale che ha cambiato drasticamente il nostro modo di fruire e affrontare lavoro e vita privata. Certo, la tecnologia ci ha reso tutto più semplice, ma la domanda è: essere sempre connessi, reperibili e pronti ad agire alla velocità della luce ci fa davvero bene?

Quando è stata l’ultima volta che siete riusciti a leggere scorrevolmente un libro senza lasciarvi distrarre da e-mail, messaggi e check compulsivi dei social alla fine di ogni pagina?

Molti, infatti, sono gli studi che hanno dimostrato che la continua frammentazione del nostro tempo e le continue distrazioni hanno eroso la nostra capacità di concentrazione. Il risultato? L’utilizzo smodato del cyberspazio può influenzare – e deperire – il nostro cervello: diversi gruppi di ricercatori della Western Sydney University, di Harvard, Oxford e dell’Università di Manchester, hanno scoperto che gli strumenti digitali che utilizziamo ogni giorno possono produrre gravi e prolungate alterazioni in specifiche aree cognitive del cervello, migliorando sì il multitasking, ma riducendo a dismisura i tempi di attenzione e concentrazione.

In psicologia viene definita “attenzione divisa”, ovvero la capacità di concentrarsi contemporaneamente su stimoli diversi. “A sua volta però questo comportamento può ridurre la nostra abilità di mantenere la concentrazione su ogni singolo compito – spiega Joseph Firth – uno degli autori dello studio – Oggi possiamo fruire di informazioni e notizie senza soluzione di continuità, il che sembra stia alterando i modi in cui la nostra mente memorizza e persino valuta i contenuti cui è esposta”.

Un difetto cognitivo che si ritorce anche sulla socialità. Secondo la psicologia, grandi e piccini, infatti, dovrebbero trascorrere il minor tempo possibile davanti a schermi e display, così da evitare di perdere interesse in altre attività fondamentali, come l’interazione sociale, appunto, e l’esercizio fisico.

La soluzione? Quella di evitare comportamenti compulsivi di controllo continuo dello smartphone, per esempio, o quella di disconnettersi nelle ore serali, così da favorire i rapporti umani.

Insomma, iniziate da oggi a prendervi cura del vostro cervello – un detox hi-tech che vi permetterà di essere forse meno performanti, ma sicuramente più connessi alle cose davvero importanti.



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