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Versace: Versus, addio. Il rebrand è il nuovo trend?

Martina D'Amelio
2 Novembre 2018

Un’immagine della campagna Versus FW18/19

Anche Versace punta alla riduzione delle proprie linee. La Maison di recente entrata nell’orbita del gruppo Capri holdings semplifica il business model tagliando Versus, che confluirà nell’etichetta Versace Jeans.

Si tratta di una strategia volta a focalizzare sempre di più il portfolio, considerato che Versace Jeans è prodotta in licenza da Swinger international. Fondata nel 1989 da Gianni e Donatella Versace, la label giovanile ha visto avvicendarsi diversi direttori creativi d’eccezione, da Christopher Kane a Anthony Vaccarello.

Abbiamo deciso di integrare le due collezioni contemporary: questa operazione ci permetterà di sviluppare ulteriormente le proposte di Versace Jeans e, allo stesso tempo, di non perdere il dna e i codici che hanno reso Versus un marchio così iconico”, ha dichiarato il nuovo ceo Jonathan Akeroyd.

L’operazione d’integrazione tra Versus e Versace Jeans sotto la stessa linea è già iniziata.

La decisione segue da vicino quella di altre case di moda che di recente hanno puntato alla drastica riduzione delle collezioni, come Giorgio Armani, che ha ridotto l’offerta a sole 3 proposte: Giorgio Armani, Emporio Armani e Armani Exchange.

Notizia di qualche giorno fa anche il riassetto di Blumarine, che manda in soffitta Blugirl e dà il benvenuto a Be Blumarine: un nuovo brand di moda giovane per lei affidato alla direzione creativa di Mirko Fontana e Diego Marquez, fondatori di Au Jour Le Jour. Il lancio è in programma il prossimo gennaio durante Milano Moda Uomo con la collezione autunno-inverno 2019/2020.

E ancora, ricordiamo il rebrand più longevo di Moschino Cheap & Chic, confluita in Boutique Moschino, e il recente rilancio di M Missoni.

Puntare su poche (ma buone) label è la nuova tendenza?

 

 

 



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