Sport

Via al Mondiale: c’è Messi, ma se vince il Brasile…

Riccardo Signori
11 giugno 2018

Neymar

Prepariamoci all’abbuffata televisiva: via (da giovedì) al mondiale di calcio, tre match al giorno, poi a scalare. Non avremo notti magiche grazie ai nostri eroi che si sono fatti maldestramente eliminare. Tutta Italia, compresa quella che avrebbe dovuto giocare il mondiale, potrà godersi uno spettacolo visto nelle varie dimensioni, pallone che rotola, stelle che scintillano ed altre che cadono, lo sciame di popolo tifoso inseguito dalle occhiatacce dei servizi di sicurezza e dalla ferma e amichevole (ehm!ehm!) ospitalità del governo russo. Cominciano i mondiali di calcio senza Italia e non è una bella notizia. Al di là di una valutazione tecnica che forse non ci avrebbe portato al di là dei gironi eliminatori.

Allora come consolarci? Godendoci le stelle. Messi e Ronaldo, ancora loro e forse per l’ultimo campionato del mondo che andranno a giocare. Poi ci sarà Neymar , ripescato da un infortunio, più che mai deciso a riportare il Brasile al titolo dopo la devastante esperienza di quattro anni fa proprio in Brasile: 7-1 subito dalla Germania e nuovo dramma nazionale dopo quello del 1950.

Poi la nouvelle vague dei francesi, la Spagna affidata a giovani di successo, la solida Germania , l’Argentina dei bad boys e degli incompresi(Higuain, Dybala e compagnia cantante), le stelle quasi solitarie da Salah (Egitto) ad Hazard (Belgio), aspettando Marcus Rashford (Inghilterra) , Lewandowski (Polonia), Modric e la banda dei croati, Koulibaly, Niang e il Senegal d’esportazione (tutti i 23 selezionati giocano all’estero, 18 fra Francia, Italia, Inghilterra e Germania).  Curiosità per Panama e Iran, Australia e Islanda. Stelle riconosciute: Brasile e Argentina, i campioni del mondo tedeschi, Inghilterra, Spagna e Francia. Un gradino sotto: Portogallo, Belgio, Colombia, Croazia, Uruguay e Russia padrona di casa, non proprio in grandi condizioni per brillare. Saranno 64 partite, si parte da Mosca con Russia-Arabia Saudita, si chiuderà sempre a Mosca il 15 luglio.

Lionel Messi

Favorite? Il Brasile della riscossa: ha incantato nelle amichevoli. Ma è un rischio: chi è in forma adesso non può esserlo per un intero mondiale. Però non ha preso gol in tutto il 2018. Alisson, che completa il nome con Ramses Becker, rischia di essere il portiere più forte del mondiale. Solo Uruguay e Belgio hanno imitato la solidità difensiva. Il mix fra giovani, mettiamoci Coutinho e Gabriel Jesus per tutti, ed esperti come Thiago Silva, Miranda, Marcelo, il sostanzioso Casemiro, ha una faccia vincente. E storicamente il Brasile, edizione 1950 e 2014 escluse, ha tradito meno dell’Argentina che, costellata di campioni, ha buttato le occasioni. Sarà l’ultima per Lionel Messi. La squadra ha forza globale, il ct Sampaoli ha fatto scelte che rafforzino il gruppo. Tutto dipende dalla vena degli attaccanti: Messi, Aguero, Higuain e Dybala. La rosa vale circa 700 milioni detto in cifre da mercato, ma due terzi del valore tocca gli attaccanti.

Allora sudamericane sul podio. Ma aggiungiamo la Germania , campione uscente e con la forza di una squadra che non manca mai fra le quattro migliori dei tornei che contano, il ritorno della Spagna dopo il disastro del 2014 e la curiosità per Francia e Inghilterra. Questa la probabile gerarchia delle squadre da finale.

Portogallo, Colombia, Belgio e Uruguay possono entrare nella parte dei guastatori fino alle semifinali. Più oltre sarebbe sorprendente. Quale sarà la squadra beniamina (magari cenerentola) per il pubblico? Occhio all’Islanda, al primo mondiale, ma sorpresa acclamata sia agli europei 2016 sia nelle qualificazioni mondiali. In alternativa mettiamoci Australia, Egitto e Senegal. Buon divertimento! Con o senza Italia, resta lo spettacolo.

 

 

 


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