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Viaggio in Sudafrica: perché scegliere l’ecovolontariato

Alessandra Buscemi
18 Gennaio 2019

I viaggi basati sulle esperienze sono stati uno dei principali trend del 2018, e il 2019 si spingerà ancora oltre. “Fare” qualcosa sarà ugualmente importante, se non di più, che visitare una destinazione – e del resto per quasi due terzi degli intervistati (il 60%) le esperienze valgono ormai di più dei possedimenti materiali. Pertanto il 2019 ci vedrà fare incetta di esperienze di viaggio diversificate e autentiche, tra queste l’ecovolontariato.

Secondo una ricerca pubblicata dall’Ansa, “I millennial e la generazione Z cercheranno di fare esperienze sostenibili una volta raggiunta la propria destinazione di viaggio, mentre i gestori delle strutture ricettive si impegneranno a ridurre l’uso della plastica e a diventare sempre più eco-sostenibili. La schiacciante maggioranza dei viaggiatori globali (l’86%) dice che sarebbe disposta a impiegare parte del proprio tempo in attività che controbilancino l’impatto ambientale del proprio soggiorno, e oltre un terzo (il 37%) sarebbe disposto a raccogliere plastica e spazzatura da una spiaggia o da un’altra attrazione turistica”.

Consacrato alla conservazione e alla protezione delle specie animali e vegetali più minacciate, l’ecovolontariato è un ottimo modo per preservare la biodiversità.

In Sudafrica tutto questo è possibile, grazie anche ad organizzazioni benefiche che si trovano sul territorio e che sono costantemente alla ricerca di volontari che desiderano trasformare il proprio viaggio in un’esperienza di vita. Con circa 600 parchi nazionali e riserve, il Paese è una destinazione molto apprezzata da chi ama immergersi nella natura e dedicarsi ad attività outdoor: la zona meridionale, in particolare, è quella che più si presta a questo tipo di attività, dai safari alla scoperta dei Big Five a semplici passeggiate all’aria aperta durante le quali ammirare la maestosità della natura sudafricana e osservarne l’eccezionale biodiversità. Per chi vuole dedicarsi completamente alla salvaguardia della flora e della fauna locale, l’Ente del Turismo del Sudafrica supporta numerosi progetti di ecovolontariato, un modo partecipativo e attivo di fare turismo sostenibile. Si tratta di soggiorni piuttosto brevi – della durata di qualche giorno o di qualche settimana – che consentono di unire l’utile al dilettevole, dedicando il proprio viaggio alla tutela della biodiversità e delle culture locali.

Seguendo l’esempio di African Conservation Experience, che dal 1999 propone questo tipo di attività, diverse organizzazioni hanno intrapreso questa strada e supportano oggi i volontari, fornendo loro tutto ciò di cui hanno bisogno. La maggior parte delle missioni riguardano la protezione delle specie animali in pericolo e comprendono varie azioni: nutrire i baby ippopotami orfani col biberon, assistere i veterinari nella cura di animali, aiutare i ricercatori nel censimento delle popolazioni di elefanti, leoni o ghepardi, supportare le guardie delle riserve nella prevenzione del bracconaggio e molto altro. Anche la fauna marina può essere oggetto di azioni di ecovolontariato che si possono concretizzare nella cura di delfini e balene, in immersioni giornaliere per verificare la salute delle specie acquatiche oppure in incontri e seminari con la partecipazione di biologi marini esperti.

 

Per conoscere tutte le attività di ecovolontariato e le posizioni aperte, segnaliamo:
conservationafrica.net
projects-abroad.org
volunteerafrica.com
eco-volontaire.com



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