Leggere insieme

Viaggio incantato

Marina Petruzio
13 Gennaio 2019

Mitsumasa Anno è autore e illustratore giapponese; nella sua vita si è occupato prevalentemente di osservare il mondo e attraverso il suo disegno minuto, ricco di infinitesimi dettagli e texture, di farlo osservare e non solo ai bambini. Di “Viaggio incantato”, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1978 da Emme Edizioni e fuori catalogo da molto tempo, Babalibri, attenta osservatrice di un mondo ormai in cammino, ce ne fa regalo la scorsa primavera con una fedelissima ripubblicazione.

Ero molto preoccupato per le novità che avrei incontrato. La lingua non era la mia, gli abiti erano differenti, le case, le usanze, persino il colore della pelle, tutto era completamente nuovo per me.

Era il 1953 quando Mitsumasa Anno intraprende la sua prima, lunga, esplorazione in Europa dal lontano Giappone e nella sua considerazione di allora è racchiuso il mistero del viaggio, l’enigma dei popoli in cammino nel mondo. Nulla di più attuale. In un libro che è una raccolta di immagini dove grazie a uno stile così minuto, a quel modo di osservare la realtà meditativo, interiorizzante, così orientale, non servirebbero altre parole. Il tratto è distinto, il paesaggio noto, leggibili i piccoli segni che indicano erba, foglie, rami, tegole, travi, muri in sasso e coperture in legno, acqua, insalata e grano e foglie di vite. Logica e chiara la narrazione dall’inizio alla fine: un uomo su una piccola imbarcazione di legno, a remi, arriva dal mare su una costa sconosciuta. Dalla riva, dove lascia incustodita la sua barca, un sentiero bianco, ben distinto, lo invita al cammino, a inoltrarsi, a perlustrare, a conoscere. L’adiacente casupola in legno, l’occasione per affittare un cavallo e accettare l’invito del sentiero. Comincia un viaggio fortemente voluto. Un viaggio che è fatto di spostamenti su vari mezzi ma anche a piedi, di fotografie come di tanti schizzi presi veloci per fissare una particolarità, uno stile architettonico, un paesaggio, gli uomini e le donne, modi e tradizioni, così come di disegni perfettamente dettagliati e finiti frutto di giornate di lavoro, di una osservazione puntuale del più piccolo, infinitesimale dettaglio.

Dalla Danimarca alla Germania e attraverso la Francia in Italia (ma quest’ultima in un altro albo, non in questo!) con un perfetto giapponese e un inglese stentato comunque ancora poco praticato in Europa. Rileggendo oggi gli appunti che Mitsumasa Anno dedica ad ogni tavola si percepisce lo stupore di quegli occhi diversi e lontani, lo scrutare dello straniero in terra straniera. Quel frugare curioso a volte intimorito di chi desidera trovare affinità, qualcosa che assomigli a qualcosa di conosciuto e lontano. Poter leggere tra le usanze una fratellanza, riconoscere oggetti e funzioni, un uso comune: Ho imparato che anche all’estero esistono gli spaventapasseri […] e ho avuto modo di osservare che perfino le cassette della posta assomigliano a quelle giapponesi (in effetti la loro forma è copiata da quelle inglesi). Occhi che riconducono a vedere cose che non guardiamo più come la forma della cassetta delle lettere, il mercato come un grande supermercato all’aperto, che bizzarria vuole negli spazi dedicati ai parcheggi o nelle piazze maggiori, le giostre, o il circo che si fa annunciare di villaggio in villaggio da un volantino, da un cartellone. O ancora come si posa un tetto, come si dispongono le tegole. E poi la percezione di essere guardati attraverso occhi nuovi, come messi a nudo in un quotidiano ben oltre conosciuto.

Mai come in questo momento sono le parole che Mitsumasa Anno sente comunque di dover aggiungere a fine libro, note, riflessioni a posteriori, quelle che attraggono e portano a riflettere su questo mondo nuovamente in cammino.

All’inizio pensai di trovarmi in un paese completamente diverso dal mio, ma presto mi resi conto che le piante e gli animali erano simili, i tetti delle case erano a punta come in Giappone e, al di là del colore della pelle, non c’era nient’altro di veramente differente. Pensandoci bene, erano più le cose somiglianti al mio paese che non quelle diverse. Anche se la lingua non era la stessa, il modo di sentire era affine.

 

 

Viaggio incantato
Illustrazioni e testo di Mitsumasa Anno
traduzione Elisabetta Scantamburlo
edito Babalibri 2018
prima pubblicazione 1977
euro 14,50
età di lettura: per tutti



Potrebbe interessarti anche