Beauty

Viaggio sensoriale tra le nuove fragranze d’autunno

Carla Diamanti
30 settembre 2016

Mi capita ogni volta che torno a casa. Anzi, no, il contrario. Mi capita ogni volta che sento un particolare odore di legno che mi scatena l’adrenalina del trasloco, la gioia per una nuova avventura, il bello di ritrovarsi a casa. Mi capita ogni volta che un odore si insinua nelle narici e punta direttamente al cervello e ai ricordi. Non è una cosa strana, si chiama “memoria olfattiva” ed è uno stato condiviso, conosciuto e studiato. Una sorta di viaggio nelle emozioni scatenato da un odore.

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Rifletto e mi dico che se ogni profumo percepito ci rimanda a situazioni vissute, quello stesso profumo prima ancora di averlo sentito potrebbe indurci a un altro tipo di viaggio, evocato dagli elementi che lo costituiscono. Ogni boccetta racchiude un mondo, o forse più di uno. Può essere un viaggio nella natura, come quello che mi ispira a fare Tom Ford con i suoi Les Extraits Verts. Verdi come la costa selvaggia della Corsica, o della Sardegna, spazzata dal vento e odorosa di arbusti e di conifere. Immagino essenze intense in cui si mescolano cortecce e resine e poi mi lascio dirottare verso le coste mediterranee della Provenza, che profumano di lavanda, con i giardini incorniciati dalle siepi di bosso. La versione Bohème mi porta ancora più a sud, dalle coste della Calabria con le piantagioni di bergamotto, a quelle della Sicilia, terra di mandarini e di limoni, che prima del X secolo erano totalmente sconosciuti. Arrivavano dall’Oriente, come il gelsomino e la magnolia.

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Apro la bottiglia essenziale ed elegante dell’EAU e il viaggio è proprio nei ricordi. Provate ad annusare una goccia di Chanel n°5 e probabilmente anche la vostra memoria olfattiva correrà indietro per fermarsi su un momento preciso. Icona olfattiva entrata nel patrimonio sensoriale e visuale, evolve pur senza cambiare. Il viaggio del numero più famoso della profumeria mondiale comincia nel 1921 con un estratto diventato eau de toilette tre anni dopo e poi eau de parfum 30 anni fa. L’EAU – anzi n° 5 L’EAU – è la riscrittura di quella formula che appartiene alla nostra cultura sensoriale. Un clin d’oeil alle scorze di agrumi, uno al gelsomino e alla vaniglia, un altro a cedro e vetiver, che fanno pensare a terre lontane e affascinanti. Uno è il simbolo del Libano, con le foreste di alberi secolari e dalle chiome gigantesche che guardano da lontano il Mediterraneo, il secondo è la linfa di Haiti, il più grande produttore di vetiver al mondo.

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Tre bottiglie e tre universi raccontano la vita di Diana Vreeland. Divine è un viaggio nella sensualità di mondi estremi: dai cieli (e dalle nuvole) del Messico, da cui ci arriva la tuberosa, a quelli delle Filippine e dell’Indonesia o meglio ancora di Polinesia, Micronesia e Macronesia, dove l’ylang ylang cresce in abbondanza. Vibrant, anzi Outrageously Vibrant è anticonformista e si spinge in India, Buthan, Bangladesh per cercare l’essenza di agarwood, cioè dell’oud dal carattere forte e ben riconoscibile. In Arabia Saudita la resina bruciata profuma gli ambienti, mentre l’olio puro è l’ingrediente preferito della cosmetica femminile. Unito al giglio fiorentino e al cuoio ci riavvicina a casa nostra e diventa Different, la terza fragranza della linea di Diana.

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Il viaggio olfattivo di Jo Malone si chiama Basil & Neroli. Questa volta comincia già dall’etichetta: il nome di Jo mi proietta immediatamente nelle atmosfere di Londra. Quelle trendy come solo gli inglesi (meglio: i londinesi) sanno, quelle un po’ imbronciate a metà tra Sloane Square e Chelsea, magari un po’ androgine. Il sito  mi invita a giocare e io mi diverto a scegliere il mio look (colore della pelle, degli occhi, dei capelli, abbigliamento e persino il cane) e i percorsi della mia Londra fashionable. Dopo tanto girovagare torno a casa, nel Lazio, la regione in cui sono nata. L’essenza di Neroli venne utilizzata proprio lì per la prima volta nel XVII secolo, quando la principessa Orsini cominciò a profumare di arancio amaro i guanti e l’acqua del bagno. È casa anche il basilico: mi saluta dal davanzale tutte le mattine, mi inebria con il profumo delle foglie che mi piace sentire sulle mani, esalta il gusto delle mie spremute, arricchisce quello dell’acqua e accompagna pizze e insalate. Insomma c’è sempre.


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