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Vivere green è da eco-radical-chic?

Alessia Laudati
5 Novembre 2019

Solo i ricchi possono vivere in modo green. La premessa fuorviante è che spesso si pensa solo a beni molto costosi come auto elettrica o cibo bio. Ma la lotta all’inquinamento è molto più popolare e accessibile di quanto si pensi

 

Elitario oppure alla portata di tutti? Uno stile di vita rispettoso dell’ambiente è realizzabile solo se si è ricchi oppure questo pensiero maschera una falsità e una scarsa voglia di impegnarsi per battaglie che siano davvero collettive? La nostra riflessione parte da qui.

Serve matematica ma anche un po’ di buon senso per calcolare quanto “costa” essere green. Soprattutto bisogna evitare assolutismi. Nell’etichetta green oggi vengono incluse molte abitudini diverse: dall’ambientalismo nell’alimentazione, fino alla maniera di abitare e vivere le città.

Per esempio viene ripetuto che decidere di eliminare o ridurre il consumo di carne sia un modo per abbassare le emissioni di gas serra necessarie per mantenere gli allevamenti intensivi. Ma è una di quelle cose “da ricchi” rinunciare alla carne? Su questa prima opzione è facile stabilire che una dieta con molta carne sia più costosa di una dieta a base di carboidrati, frutta e verdura, o pesce (anche in scatola). La carne è infatti un alimento costoso molto più delle verdure o dei legumi, si conserva peggio e non nutre tante persone come fa per esempio una confezione di pasta oppure i prodotti a base di farina (realizzabili anche a casa). Tanto per dirne una.

Diverso è invece il caso del biologico. Il bio è mediamente più caro del non bio. È vero che viene prodotto con un ridotto impatto ambientale, perché utilizza metodi di coltivazione e di allevamento che ammettono solo l’impiego di sostanze naturali. Ma per esempio non dà garanzia che per trasportarlo non si sia prodotto l’inquinamento connesso al trasporto merci. Da questo punto di vista è quindi meglio puntare sul chilometro 0, che non è per forza ultralusso.

Ancora, bere l’acqua del rubinetto, pubblica e che arriva in casa, invece che in bottiglia fa risparmiare perché non ha nessun costo ed evita l’utilizzo eccessivo di plastica. In più oggi le water bottles – una volta si chiamavano semplicemente borracce – sono considerate un accessorio fashion da sfoggiare.

Questo solo per fare dei piccoli esempi. Ci sono poi invece dei macro argomenti che si possono affrontare, come quello della mobilità. Molti sostengono che l’auto elettrica sia un mezzo dal costo proibitivo: è vero, ha un costo di partenza maggiore rispetto ai modelli tradizionali. Ma nel portafoglio vanno calcolati anche altri aspetti, come gli ecobonus nazionali, che consentono uno sconto sul prezzo di listino, e quelli regionali, che prevedono per esempio l’esenzione del bollo. Restano poi sempre validi i mezzi popolari come autobus, metropolitana e bicicletta. Certo, se poi c’è la necessità o la voglia di volersi comprare un monopattino elettrico o l’ultimo modello di Vespa elettrica andiamo su un’altra fascia di consumi ecochic che non sono comunque obbligatori per chi vuole contribuire in altri modi

Infine altre abitudini salva-ambiente sono l’utilizzo degli elettrodomestici solo a carico pieno, una pratica che riduce anche la frequenza dei lavaggi e di conseguenza quindi il costo della bolletta.

La lotta per un mondo più verde oggi di fatto va di pari passo con quella di uno stile di vita sostenibile sì, ma non per forza proibitivo. Se poi anche il mondo del lusso si sta adeguando, tanto meglio. Ma non può diventare una scusa per evitare quella che ormai è una necessità urgente come il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente.

 

 



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