Fotografia

Vivian Maier: una vita segreta

Chiara Di Leva
17 gennaio 2018

() Proprio come
Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma,
attraverso la fotografia, definiamo noi stessi.
Marvin Heifermann

Vivian Maier. Chicago, 22 agosto 1956 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

La Fondazione Puglisi Cosentino di Catania ospita una delle più grandi rassegne dedicate a Vivian Maier (1926-2009), celebre fotografa statunitense.

L’esposizione, dal titolo Vivian Maier: una fotografa ritrovata, curata da Anne Morin e Alessandra Mauro, realizzata con il patrocinio del comune di Catania e organizzata dal gruppo Arthemisia, Contrasto e DiChroma Photography, è in mostra fino al 18 febbraio 2018 e presenta 120 fotografie in bianco e nero scattate tra gli anni cinquanta e sessanta, una selezione di immagini a colori scattate negli anni settanta e alcuni filmati in super 8.

Storia affascinante quella di Vivian Maier: tata di professione e fotografa per vocazione, costituì durante la sua vita un gigantesco corpus di fotografie del mondo circostante con grande attrattiva, pur restando sempre ai margini delle scene immortalate. Le sue immagini sono circondate da unaura di mistero, tanto più che non furono mai mostrate.

I soggetti sono vari e molteplici: dagli scorci di New York e Chicago, città nelle quali visse, a figure più deboli e più interessanti (bambini e anziani), dalle istantanee di dettagli fino agli scatti di momenti labili, rivelando la sua personalità timida e osservatrice attraverso uno sguardo poetico.

  • Vivian Maier New York, 1953 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier New York, 28 settembre 1959 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier Senza titolo, Chicago, agosto 1976 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier Senza titolo, Autoritratto, senza data © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier Senza titolo, 1962 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier New York Public Library, New York, 1952 ca © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier Senza titolo, senza data © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier Florida, 9 gennaio 1957 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier New York, 1954 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier Chicago, 22 agosto 1956 © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

  • Vivian Maier Senza titolo, senza data © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York

Con la Rolleiflex sempre attaccata al collo, questa artista unica mostra attraverso i suoi occhi l’immagine di sé stessa e del mondo e svela la sua espressione mediante luso del linguaggio visivo della sua epoca.

Destinati a perdersi, i suoi scatti, furono acquistati durante un’asta nel 2007 dall’allora agente immobiliare John Maloof, giovane produttore cinematografico, che ben presto comprese la singolarità di quelle fotografie e arrivò ad archiviare più di 150.000 negativi e 3.000 stampe, dando vita alla più grande collezione della fotografa statunitense.

 

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata
27 ottobre – 18 febbraio 2018
Fondazione Puglisi Cosentino, Catania
Tutti i giorni dalle 10 alle 20


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