Leggere insieme

Voglio un’altra mamma

Marina Petruzio
8 aprile 2018

Voglio un’altra mamma! Di Nadine Robert e colorato dalle splendide matite di Geneviève Godbout è uno dei titoli – questo particolarmente eloquente – con il quale si presenta sul mercato, arrivata silenziosamente e inaspettata, la neonata LupoGuido, casa editrice milanese costola della già nota Guido Tommasi Editore.

Ma Voglio un’altra mamma! Non è solo il titolo di questo che più che un albo è un romanzo illustrato, per formato e numero di pagine, ma l’esclamazione di Joseph, Joseph Fipps, il testone, quello che non ascolta mai. Cinque anni. Cinque come gli alberi in giardino. Sognatore, appassionato di storie e di grifoni è quello che in copertina si porta le mani alla bocca, alza il sopracciglio, spalanca gli occhi e arrossisce un po’. Troppo tardi…ormai l’hai detto. Caro Joseph l’hai detta grossa! Così grossa che non si poteva che stravolgere la copertina e il titolo dell’originale francese che voleva un tenero Joseph guardare i cardellini far capolino dal nido sul ramo di uno dei cinque alberi del giardino e presentarsi col suo bel nome dal cognome un po’ buffo, Fipps. No, no! Che per i cardellini c’è tempo! Impossibile, l’hai detta così grossa che, Joseph, finisci in prima pagina! Ed è così, per una scelta editoriale tutt’altro che semplice ma assolutamente ben piazzata, che succede che per Joseph si ha una simpatia immediata.

A lui che piacerebbe essere chiamato Grifone, poter essere un meraviglioso grifone! Volare nell’immensità del cielo blu e magari non sentirsi mai più chiamare testone, anzi, razza di testone! Come sempre lo chiama la mamma – e ora anche il papà, il nonno, la nonna…uff- ogni volta che ne combina una…che poi una sarebbe avvicinare lo sgabello a tre piedi alla libreria per essere quel tanto alto in più che serve per sporgersi e prendere il libro, quello con il grifone tanto bello…certo, se poi non si mettessero i vasi con le piante sulle mensole della libreria anche dall’alto di uno sgabello, seppure un po’ in bilico, si potrebbe evitare di urtarli, farli cadere e mandarli in mille pezzi. Una, che è avvicinarsi alla scala del giardino, quella alta coi pioli in legno che serve per arrivare al tetto della casetta quadrata dove vive Joseph o al ramo più alto del castagno dove si nasconde un nido di cardellini! Tutto questo è una, quella per cui Joseph si prende dalla mamma una colossale sgridata. La mamma che quando è arrabbiata ha un’altra voce.

E allora è normale, normale non voler ascoltare quella voce che non è quella della mamma, che dice cose terribili e soprattutto sempre e solo NO! Normale desiderare, volere ardentemente un’altra mamma! Più spiazzante se la mamma te ne trova subito un’altra, così, detto fatto: come per esempio una mamma tricheco che vive sui ghiacci del Polo Nord. Certo andarci non sarà facile ma…se fossi un grifone

Ma la pelliccia della mamma tricheco avrà lo stesso colore della gonna della mamma quella di cui, dalla sua altezza, Joseph vede solo le tante pieghe, sempre davanti al suo naso, che la rendono danzante. Sono proprio i colori – in particolar modo le matite colorate come strumento per illustrare – che raccontano una storia bambina, colori che mai assumono toni drammatici che mai si incupiscono a sottolineare drammi, problematiche particolari, affermazioni iniziali. Senza bordi netti le matite di Geneviève Godbout disegnano Joseph e il suo mondo, a tratti piccoli e veloci marcano ombre e luci, sfumature dai mille toni, quelli delle punte colorate che pastose si accostano, si sovrappongono sino a dar vita ad un altro colore, in piccoli focus, rotondi come i pensieri, la storia raccontata e ricordata da Joseph. Sempre da solo su fondo bianco lui, la sua personalità e le sue espressioni. Naturalmente pettinato e puntualmente abbigliato con la polo bicolor, i bermuda in jeans e gli stivaletti gialli anche se non piove che c’è un ruscello in fondo al giardino, il luogo preferito di Joseph triste e pensoso.

Voglio un’altra mamma! È una storia per bambini senza morale e senza retrologie, non consiglia e non fornisce ricette pronte all’uso, parla ai bambini che vi si riconoscono, divertente e scanzonata. E questa è la saggia linea editoriale che LupoGuido, peloso con gli occhiali come si presenta dal suo logo, ha voluto assumere come sua identità. Arricchiscono la storia un progetto grafico estremamente pulito, un colore d’ingresso neutro, l’opacità della carta e il bianco della pagina assolutamente calibrato ai toni delle matite colorate. Lunga vita quindi a LupoGuido e ai libri per bambini.

 

Voglio un’altra mamma!
con i testi di Nadine Robert
e illustrato da Geneviève Godbout
tradotto da Virginia Portioli
rivisto da Gabriella Tonoli
edito LupoGuido
euro 16
età di lettura: per tutti!


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