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4 ottobre 2012

Un tocco di rosso.
Un bell’abito lungo da mettere non-so-come, non-so-quando.
Che ridiate con me quando leggo le descrizioni dei servizi di moda sui giornali patinati.
Dire no alla moda “african-plaid”.
Dirvi quanto orribile sia la versione dell’iconica Lady Dior customizzata da Viviana Volpicella.
Una camicia fiorata e anche un po’ fiorita.
Dire no alla t-shirt con cane rabbioso di Givenchy.
Ridar vita al mio cappotto di Moschino.
Che non venisse più trasmessa la pubblicità dei reggiseni di Intimissimi, per preservare la mia autostima più a lungo.
Che le slippers fossero veramente comode come sembrano.
Un orologio da polso, di quelli grandi, maschili, che mi ricordino con saccenza che il tempo passa.
Usare quanto prima la mia nuova sciarpa a quadrettoni che ha la grandezza di una coperta.
Un Montgomery, di quelli veri.
Che Charlotte Casiraghi non fosse più la testimonial di Gucci perché è già troppo perfetta.
Che la mia mania per i cappotti si placasse.
Dirvi che Kate Moss sta alla pubblicità di Liu-Jo come la Minetti alla politica.
Dire si al look da zarina, con tanto di colbacco in testa, anche se qui fa sempre troppo caldo.
Un bel film in bianco e nero.
Dei pantaloni a pois.
Dei nuovi quaderni monocromo a righe.
Un nuovo paio di scarpe a punta con tacco cinque perché fa tanto Carrie Bradshaw.
Una coperta di Missoni.
Un nuovo taglio di capelli, ma non ho il coraggio.

I desideri frivoli che nascono prima ancora che il freddo arrivi, perché qui in Puglia è ancora estate.

St.efania