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Water Watch Summit: Milano e la tutela dell’acqua

Alessandra Buscemi
9 novembre 2018

Il 31 ottobre è stata una giornata dedicata all’acqua e in particolare alla condivisione, valorizzazione e messa a sistema di esperienze, interventi, programmi in grado di rendere più efficiente l’utilizzo di questa importante risorsa, in particolare in relazione ai contesti urbani. Cambiamento climatico, crescita demografica e inurbamento: su questi temi si giocano le sfide di domani in fatto di sostenibilità e inclusione sociale.

Un mondo che voglia rivolgere lo sguardo al futuro non può che tornare a prendersi cura dei beni primari che garantiscono la qualità di vita dei cittadini, attraverso un accesso non diseguale e una gestione accorta delle risorse, specialmente in quei contesti dove il consumo si fa particolarmente critico. Raccogliendo queste sfide, Milano ha ospitato il Water Watch Summit, una giornata promossa da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e MM Spa.

Fortunatamente, il numero di persone che hanno accesso all’acqua potabile è cresciuto di 2,6 miliardi dal 1990 al 2015. Tuttavia, gli abitanti di Città del Capo in Sudafrica sopravvivono con 50 litri al giorno, contro una media mondiale di 185 e quella italiana di 241. In 25 nazioni sub-sahariane le donne spendono ancora 16 milioni di ore al giorno per procurarsi l’acqua. Nel nostro Paese, ne perdiamo ogni anno il 41,4 %  a causa delle falle nella rete idrica. La scarsità d’acqua causa drammatiche conseguenze, ma spesso non ce ne rendiamo conto. Prima di tutto, ha un grosso impatto sui piccoli agricoltori, dai quali dipende ancora oggi gran parte del nostro sostentamento, dato che forniscono l’80% del cibo consumato dagli abitanti dei paesi in via di sviluppo. In secondo luogo, “può essere uno dei fattori scatenanti di un conflitto. La guerra in Siria, per esempio, è stata preceduta da una siccità che ha colpito il paese dal 2006 al 2011”, spiega Ania Grobicki, responsabile della gestione delle risorse idriche per la sicurezza alimentare e l’agricoltura sostenibile della Fao.

La conferenza ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Livia Pomodoro, Presidente del Milan Center for Food Law and Policy; Davide Corritore, Presidente di MM spa e Marco Granelli, Assessore alla Mobilità e all’Ambiente, Comune di Milano. Di positivo c’è la voglia di dare un contributo da parte della città: lo dimostra il fatto che, dalla sua apertura, 12.455 persone abbiano visitato la Centrale dell’acqua di Milano.

La storica centrale di Cenisio, progettata alla fine del 1800 e una delle più antiche centrali di pompaggio dell’acquedotto milanese, è stata trasformata dalla società di gestione MM nel primo spazio dedicato interamente all’acqua pubblica, al suo racconto e alla sua tutela. Gli ambienti sono stati riformulati per creare un luogo a disposizione di tutti, nel quale concentrare un calendario di attività interdisciplinari per far conoscere l’acqua pubblica, incontrare chi lavora in questo mondo, organizzare laboratori interattivi, dibattiti e momenti di formazione. La Centrale dell’Acqua è aperta al pubblico da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18: l’ingresso è gratuito.


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