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White Milano sempre più internazionale

Alessandra Cesana
1 marzo 2018

 

I quattro giorni dell’edizione di febbraio di White Milano, salone leader nel settore della moda femminile, giungono al termine. I numeri parlano chiaro: un’offerta sempre più ampia, nel segno dell’internazionalizzazione.

Con il patrocinio del Comune di Milano, l’evento ha visto l’alternanza di marchi consolidati a medie imprese, per un totale di 551 brand, su una superficie espositiva di ben 21.700 metri quadri. Quattro sono state infatti le location prescelte nel distretto sempre più vivo di Tortona, legato sia al mondo del design che all’ambito fashion.

L’aspetto fondamentale di quest’edizione? La crescita dei buyer: è stato registrato infatti un aumento pari al 16% rispetto alla kermesse di febbraio 2017. 940 sono state le presenze della stampa internazionale, a conferma dell’importanza crescente dell’evento. «Stiamo raccogliendo i frutti di una strategia, soprattutto verso i Paesi esteri, di promozione del salone e di Milano che, oggi, i dati ci dimostrano essere vincente”, dichiara Massimiliano Bizzi, founder di White.

Il brand parigino Rouge Margaux sotto la guida di Cem Cinar è stato special guest di quest’edizione: un’occasione per ampliare gli orizzonti del label a livello internazionale, colta anche da Marco Rambaldi in veste di special project. La partnership con Confartigianato Imprese e ICE ha dato vita al progetto It’s Time to South, per promuovere le aziende dell’Italia meridionale. Se da una parte l’intento (riuscito) è quello di internazionalizzare la kermesse, dall’altro White rafforza il patrimonio italiano legato alla moda, promuovendolo ed esportandolo in tutto il mondo.


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