Cinema

Willem Dafoe è Van Gogh: arriva il nuovo film di Julian Schnabel

Chiara di Perna
3 Gennaio 2019

Volevo solo essere uno di loro”: è con queste parole che inizia “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità”, in uscita oggi nelle sale italiane. Un film biografico e drammatico allo stesso tempo, che ripercorre la parabola artistica e umana di uno dei più grandi interpreti della pittura del XIX secolo con uno sguardo inedito e delicato.

La storia è nota: l’incondizionato amore per l’arte a cui fa da contrappunto una vicenda umana sfortunatissima; tutta la vita di Van Gogh è infatti tormentata dall’apparente follia e dall’ostilità della gente comune a causa dei suoi comportamenti bizzarri; sempre fedeli però rimangono l’appoggio e il sostegno economico del fratello Theo (Rupert Friend) e il conforto dell’amico Gauguin.

Per Vincent l’unica certezza e via di fuga dalla realtà sarà sempre la sua palette di colori, malinconico specchio della sua anima. Perché quando il pittore dipinge “smette di pensare” e solo in quei momenti è in pace con se stesso e con il mondo circostante. Salvezza e redenzione sarà la sua capacità di immergersi completamente nella natura, nel cielo e nei magnifici paesaggi, oggetto delle sue opere.

Il regista Julian Shnabel si è voluto cimentare in un’impresa decisamente ardua: riuscire a raccontare quello che c’è stato oltre la tela, oltre le opere, provando ad entrare nell’anima spezzata di Van Gogh e tentando di illuminarne le sensazioni più profonde e nascoste. A questo proposito è curioso notare che, in passato, il regista stesso sia stato un pittore e solo in un secondo momento si sia avvicinato al mondo del cinema.

Il ruolo del protagonista è stato affidato a Willem Dafoe, che domina la scena in modo impareggiabile. La somiglianza fisica tra attore e artista è poi notevole: risulta facile lasciarsi trasportare dalla storia e farsi coinvolgere totalmente. Lui stesso ha ben riassunto con poche e semplici parole il senso di tutta la pellicola: “Questo è un film che parla tanto di pittura quanto di Van Gogh“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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