Cinema

Wonder: “Non puoi nasconderti se sei nato per emergere”

Michela D'Agata
28 dicembre 2017

Tratto dall’omonimo best seller del 2012 di Raquel Jaramillo (scritto sotto lo pseudonimo di R.J. Palacio), Wonder è il nuovo film diretto da Steven Chbosky (Noi siamo infinito, La bella e la bestia)  uscito nelle sale il 21 dicembre.

August Pullman detto Auggie, interpretato dal promettente Jacob Tremblay (Room), è un bambino di 10 anni affetto dalla cosiddetta Sindrome di Treacher Collins, una rara malattia che incide sul corretto sviluppo delle ossa del cranio e degli organi facciali. Dopo essere stato sottoposto a più di venti interventi che lo hanno costretto a studiare a casa è arrivato ora il momento per Auggie di frequentare la quinta elementare in una scuola pubblica. Il momento è particolarmente critico perché non si è mai confrontato con dei suoi coetanei, non ha mai vissuto la vita come loro, ma soprattutto non sa come reagiranno al suo aspetto. Quest’ultima, comprensibilmente, è una grande preoccupazione per i genitori di Auggie, Isabel e Nate (gli eccezionali Julia Roberts e Owen Wilson), che hanno sempre cercato di proteggerlo dal giudizio altrui. Ma il nanerottolo sorprenderà tutti difendendosi prontamente dagli sguardi indiscreti e sospettosi, dimostrando che essere uguali agli altri non è necessariamente una priorità, anzi.

Il classico tema della diversità è qui affrontato da un tenero bambino di 10 anni che nonostante l’età è un vero e proprio supereroe, esattamente come l’astronauta di cui veste i panni mentre va scuola.

Dopo tanta sofferenza, Auggie è riuscito ad accettarsi meglio di come lo accettano i suoi genitori e i suoi nuovi compagni di classe, inizialmente perfidi e per nulla comprensivi. Riuscirà inaspettatamente ad insegnare a tutti ad avere uno sguardo può ampio e maggiore empatia verso il prossimo, dimostrando che cercare di omologarsi per potersi confondere con la massa non è sempre la via giusta: del resto tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo qualcosa di speciale che ci permette di distinguerci.

Wonder è un inno al non fermarsi alle apparenze e al non giudicare un libro dalla copertina, un insegnamento che seppur banale rimane sempre vero. Un film commovente ma di certo non alla ricerca della “lacrima facile”, ha il coraggio di raccontare con sincerità una storia vera che aveva bisogno di voce.


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