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WWF: la biodiversità è a rischio estinzione

Marco Pupeschi
2 novembre 2018

Il 60% dei vertebrati si sono estinti negli ultimi 50 anni a causa dell’attività umana. A dircelo è l’ultimo rapporto pubblicato dal WWF “Living Planet”. Nel celebre film “The Matrix” l’agente Smith durante l’interrogatorio di Morpheus descriveva il genere umano con queste parole: “Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi…vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus”.

Il concetto è probabilmente pesante eppure non fa una piega. Se le popolazioni di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi sono diminuite del 60% tra il 1970 e il 2014 la causa è da ricercare nello sfruttamento agroalimentare intensivo del territorio e le conseguenti modifiche degli ambienti naturali. Scendendo nel dettaglio il rapporto del WWF sottolinea che negli ultimi 50 anni il consumo di risorse naturali è cresciuto del 190%.

Di questo passo la superficie terrestre rimasta in condizioni naturali sarà solo il 10% nel 2050, oggi è il 25%. Cambiamento climatico, inquinamento, infrastrutture idriche e attività minerarie, sono le altre attività che hanno determinato questo disastro in continua espansione. E’ un grido di allarme. L’unica soluzione efficace sarebbe un accordo a livello globale per salvaguardare la biodiversità del pianeta, esattamente come è successo per l’accordo di Parigi sul cambiamento climatico nel 2015.


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